Venerdì 14 Settembre 2012

Tartarughe e vandali
A rischio il laghetto

CADORAGO Continui atti vandalici e la presenza di tartarughe americane mettono a rischio l'esistenza del parco e del laghetto Pasquè.
Panchine gettate nello stagno e altre sugli alberi, cartacce ovunque, lo steccato semi distrutto, lattine e bottiglie di plastica e vetro ovunque.
«Sono veramente preoccupato - dice Walter Margutt, assessore alle problematiche della frazione, - se fosse per me lo stagno lo eliminerei riempiendolo di terra e di sassi in quanto non ha senso tenerlo in queste condizioni, ricoperto da tre centimetri di muschio e mucillagine da quando è nelle mani del Parco Lura, è solo fonte di moscerini e zanzare» «Inoltre - aggiunge - ritengo in parte responsabili di questi vandalismi compiuti attorno allo stagno, famiglie, scuola e mass media, che non sanno trasmettere i veri valori ai giovani, che stazionano in questo luogo».
Più pacato il sindaco Franco Pagani che pure esternando il suo dispiacere dichiara: «In occasione del primo giorno di scuola, ho rivolto ai ragazzi delle medie un invito al rispetto della cosa pubblica. Ho chiesto loro di segnalare alle autorità atti di vandalismo e che questo non significa fare la spia, ma collaborare. Sono convinto che il problema si risolva con l'educazione al senso civico e non solo con telecamere e presenza di vigili».Circa i muschi e le mucillagini del laghetto, attraverso il proprio portavoce Erika Lazzari, il Parco del Lura diretto da Francesco Occhiuto e presieduto da Giuseppe Cairoli<fa sapere che: «Lo stagno del Pasquè (e non laghetto) è un'area del Comune di Cadorago in comodato d'uso al Consorzio Parco, che si è occupato della sua rinaturalizzazione nell'ambito di un progetto finanziato da Fondazione Cariplo e volto alla gestione delle aree umide e alla conservazione della biodiversità. Dopo l'intervento di riqualificazione dell'area naturale operato dal Consorzio, che aveva ripristinato la flora e la fauna tipiche del luogo, si sono verificati alcuni scompensi ecologici dovuti in gran parte all'immissione nello stagno, da parte di sconosciuti, di decine di esemplari di tartarughe americane. Onnivore, si cibano di tutto comprese le piante ossigenanti e accrescono il carico organico provocando un aumento delle alghe presenti».

f.angelini

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