Martedì 18 Settembre 2012

La banda dei centri sportivi
Furto a Bulgarograsso

BULGAROGRASSO - Razzia ai danni del centro sportivo comunale: rubata l'intera attrezzatura per la manutenzione del verde.

Prelevate, l'altra notte, quattro macchine per tagliare l'erba, di cui una di grosse dimensioni, oltre a un compressore per un valore complessivo stimato intorno ai ventimila euro.

Un'incursione mirata che, per modalità e tipologia di refurtiva, tradisce la mano di professionisti. Furto preceduto da altre intrusioni la scorsa settimana, forse opera della stessa banda che, prima di colpire, ha compiuto dei sopralluoghi.

«La scorsa settimana, sconosciuti erano entrati nel bar, dopo aver rotto la serratura - spiega Giuseppe Valtorta, dell'Fc Bulgaro, società che ha in gestione il centro sportivo comunale - In quell'occasione si erano limitati a rubare caramelle e un trapano. Qualche sera dopo sono tornati, hanno forzato la porta del deposito dove teniamo i tosaerba e altra attrezzatura. In quel caso, se ne sono andati senza bottino; avevano portato all'esterno e poi abbandonato sul prato la macchina che utilizziamo per tracciare la segnaletica sui campi e rotto, forse per dispetto, una rete».

Dopo un po' d'intrusioni probabilmente a scopo esplorativo o tentativi di furto non andati a segno, l'altra notte un vero e proprio saccheggio.

Dopo aver divelto parte della recinzione, hanno scassinato la serratura del cancello per entrare all'interno del centro sportivo con un furgone: «Rotta la serratura del deposito - prosegue Valtorta - Hanno portato via quattro tagliaerba e tentato di rubarne un quinto; nello spostarlo, è uscita una ruota, per cui l'hanno abbandonato sul posto. Hanno dato una spallata alla porta che accede al locale dove teniamo il vestiario e i palloni, hanno arraffato quattro paia di pantaloni. Anche stavolta, hanno portato fuori la macchina segna-strisce, ma poi l'hanno lasciata sul posto. Per caricare più agevolmente la refurtiva sul camion, hanno creato uno scivolo con due bancali. Saranno stati almeno in quattro o cinque».

r.caimi

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