Cantù, gli studenti insistono
"Gli orari possono cambiare"

E' riuscita la nuova protesta dei ragazzi del liceo artistico "Melotti": l'ironico "funerale al buon senso" allestito durante l'intervallo ha spinto il preside a uscire allo scoperto e spiegare che sulle uscite posticipate non c'è possibilità di derogare. Ma secondo gli studenti si possono trovare soluzioni

CANTU' - «Era un mio amico, ed era così bravo. Auguriamoci che dopo tre giorni possa risorgere». Le urla degli studenti del liceo artistico Fausto Melotti, in verità miste alle risate soffocate, hanno accompagnato ieri la sepoltura del buonsenso.  Con tanto di bara arrivata nel cortile della scuola in tempo per l'intervallo e prete a officiare le esequie.

Ad ucciderlo, secondo i ragazzi, le ore da 60 minuti. Ovvero il fatto che le lezioni non durino più 55 minuti come accaduto sinora, ma, appunto, 60, dalle 8 alle 14. Novità introdotta dall'istituto per adeguarsi alla riforma Gelmini. Ma il preside Francesco Cappelletti, pur riconoscendo che i ragazzi si sono comportanti finora in maniera molto rispettosa, ribadisce fermo che la loro protesta non ha ragione d'essere.

«Se il ministro impone delle normative - spiega -, non possiamo certo ignorarle. L'anno passato, quando non ci eravamo ancora adeguati, ho ricevuto un'ispezione del Miur di Milano (l'Ufficio scolastico regionale ndr) e avrei già dovuto adottare le ore da 60 minuti. Non farlo significa pagare ore in più agli insegnanti e di contro ore di lezioni in meno per gli studenti, e ne dovrei rendere conto io personalmente».

Gli studenti, da parte loro, credono invece che ci sia spazio per una modifica. Il problema, contestano, non è la mezz'ora in più sui banchi, quanto il fatto che questa, per molti, significa perdere l'autobus per tornare a casa, e doverne poi aspettare uno molto più tardi. Con, di conseguenza, una diminuzione delle ore a disposizione per lo studio e i compiti.

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