Martedì 02 Ottobre 2012

Cassina, furto di videopoker
Incastrato dalle impronte

CASSINA RIZZARDI - Incastrato dalle impronte digitali, uno dei pochi strumenti realmente utili tra le mani di chi lavora per prevenire furti e rapine. Questa volta, a imprimerne tre su una macchinetta videopoker, è un comasco di 29 anni, Mirko Bellugi, nei cui confronti, ieri, si è celebrata l'ultima udienza di un processo per furto aggravato (sentenza il prossimo 27 novembre).
Bellugi, che al tribunale risulta irreperibile, è accusato di avere fatto parte del "commando" di quattro persone che la notte del 14 maggio del 2009 irruppe al bar Darwil di via Risorgimento, a Cassina Rizzardi, con l'obiettivo di fare sparire i videopoker, zeppi di monete.
Non andò tutto per il verso giusto. Nel senso che scattò l'allarme e nel giro di un paio di minuti i carabinieri furono lì. I ladri mollarono tutto. Tre videopoker che avevano già caricato su un furgone (una quarta l'avevano spostata ma non avevano ancora avuto il tempo per caricarla), e il furgone stesso. Poi balzarono su un'auto e fuggirono, scatenando un inseguimento in cui riuscirono a seminare i carabinieri. Al bar rimase un po' di tutto. Spranghe, piedi di porco, cacciavite, tutto il "kit" del perfetto scassinatore. C'era anche un giubbotto, che si sarebbe poi scoperto essere proprio di Bellugi. Furono bravi i militari a svolgere un sopralluogo completo nel bar.
Cercarono con attenzione qualche impronta digitale, finendo per trovarla sul quarto videopoker, quello abbandonato in mezzo al corridoio del bar. Ce n'erano tre, impresse sui lati, e appartenevano tutte alla stessa persona, Bellugi. Esito scontato: la Procura, una volta accertato che anche il giubbotto abbandonato durante la fuga doveva appartenere a lui, lo ha mandato a processo.

s.ferrari

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