Cartello su Mussolini
Polemiche a Mezzegra

Nuove polemiche a Mezzegra per una frase contenuta nella lapide dell'Anpi: "Qui fu eseguita la condanna a morte". Bordin, il collaboratore di Pisanò: "Non è la verità storica, fu una falsa fucilazione"

Si avvicina la data dello scoprimento del cartello posto dall'Anpi a Giulino di Mezzegra, per ricordare il fatto storico del 28 aprile 1945, cerimonia in programma sabato, e si scatenano nuove polemiche. Sulla data e sul fatto che l'evento sia localizzato in quel luogo non vi sono dubbi, ma su tutto il resto permangono interrogativi ai quali la storia non ha mai dato una risposta certa.

E' bastata la notizia del nuovo cartello con la scritta "Qui alle ore 16.10 sdel 28 aprile 1945 fu eseguita la condanna a morte di Benito Mussolini. La Resistenza italia pose così fine al regime fascista", per scatenare  l'ennesima contestazione. Giannetto Bordin, a lungo collaboratore del senatore Giorgio Pisanò, con una lettera indirizzata al sindaco di Mezzegra, sostiene che quel testo non è rispondente alla verità storica e sarebbe adirittura fuorviante.

Bordin sostiene la tesi, accertata da Pisanò, che Mussolini venne ucciso nel cortile dei De Maria e la Petacci venne colpita alla schiena mentre cercava di fuggire per un sentiero che, dalla casa dei De Maria, scendeva verso l'abitazione di un testimone oculare.

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