Lunedì 24 Dicembre 2012

Cernobbio, code alle Poste
Il sindaco passa all'offensiva

CERNOBBIO - La gente protesta per le code estenuanti davanti agli sportelli delle Poste dove da tempo ci sono solo due addetti rispetto ai quattro previsti e inoltre denuncia la cattiva organizzazione del servizio.
Così il primo cittadino Simona Saladini, in un normale orario di apertura, ha deciso di effettuare personalmente una verifica. Ha preso l'avviso rilasciato dal portalettere alla figlia Barbara per il ritiro di una lettera raccomandata e in incognito si è messa in coda insieme a tutti gli altri.
Nella scomoda posizione di attesa è rimasta esattamente 25 minuti e alla fine non è riuscita neanche a portare a compimento l'incombenza familiare in quanto la raccomandata, nonostante l'avviso rilasciato, non era disponibile.
«Continuo a ricevere le rimostranze della gente - dichiara il sindaco indignato - e ho ripetutamente scritto alla direzione dell'azienda, ma non mi hanno neanche dato risposta. È inaudito che neppure a un sindaco venga dato riscontro a una legittima segnalazione inoltrata a nome dell'utenza e con spirito costruttivo. La città di Cernobbio ha una rinomanza mondiale, è un punto di riferimento anche per la gente delle località vicine e per quelli che scendono dal lago  e è incomprensibile che un'azienda operante in un pubblico servizio si comporti in questa maniera. Ho provato a informarmi e risulta che nell'ufficio ci sono solo un responsabile e un addetto fisso, poi c'è un'altra impiegata che viene da fuori, soggetta a continui cambiamenti».
«Lunedì dovrebbe essere ancora peggio in quanto da quello che ho saputo ci saranno due sole persone, il direttore e un'impiegata».
Quanto alla mancata disponibilità  della raccomandata, la Saladini non nasconde il disappunto.
«Mi è stato detto - aggiunge il sindaco - che bisogna aspettare tre giorni onde permettere il deposito del plico, ma questo non era specificato nell'avviso. Mi è stato risposto che il disguido sarebbe ascrivibile a una dimenticanza del portalettere, ma non mi pare corretto attribuire responsabilità all'ultimo anello di una catena di inefficienze. Mi riprometto dunque di segnalare la grave situazione, che danneggia la popolazione,  alla direzione generale dell'azienda, a Roma».

g.valentini

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