Giovedì 24 Gennaio 2013

Nasce una super-polizia
per la sicurezza informatica

Proteggere le reti informatiche come fossero obiettivi sensibili: perché in un'ipotetica guerra cibernetica con un semplice click si può provocare un gigantesco black out, si può entrare nel sistema di gestione della rete
ferroviaria italiana bloccandola o infiltrarsi nei computer della torre di controllo di un aeroporto. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha firmato il decreto che consente all'Italia di dotarsi di una architettura di sicurezza contro le minacce informatiche. un provvedimento che colma una lacuna.

L'Italia, infatti, non aveva una legge che disciplina la materia. Ora, invece, si opererà per ridurre le vulnerabilità dello spazio cibernetico, accrescere le capacità di riconoscere la minaccia, prevenire i rischi e aumentare la
risposta a situazioni di crisi.

Il provvedimento prevede tre livelli d'intervento: uno politico e due più operativi. Il primo livello è rappresentato dal  Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica - di cui fanno parte il premier, il sottosegretario con delega ai servizi e i ministri di Esteri, Interni, Economia, Giustizia,
Attività Produttive e Difesa - che elabora gli indirizzi strategici e ha competenza sull'intelligence. Gli altri due - il Nucleo di sicurezza Cibernetica, a carattere militare, e il Tavolo interministeriale di crisi - hanno il compito di
occuparsi della gestione degli eventi critici. Al Dis, che è l'organo cui la legge affida il coordinamento delle attività, sono affidati i compiti di monitoraggio delle reti e prevenzione, per evitare possibili attacchi. Un lavoro che
richiede personale altamente specializzato e sul quale i servizi stanno già da tempo lavorando.

m.romano

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