Giovedì 31 Gennaio 2013

Festival jazz di Chiasso
E' Bollani la prima star

CHIASSO Consumata l'anteprima comasca - venerdì scorso, nella sala bianca del Sociale, l'applaudita esibizione del quintetto guidato dal pianista brunatese Arrigo Cappelletti - il Festival di cultura e musica jazz di Chiasso inaugura stasera (giovedì 31 gennaio) allo Spazio Officina, in via Alighieri nella cittadina elvetica, la sua sedicesima edizione - dallo slogan "Bala Bambúla, Badu Badu", sorta di formula ritmica primordiale in cui il termine "bambùla" indica al tempo stesso una danza e un antico strumento a percussione - che si protrarrà fino a sabato densa di appuntamenti.
Alle 20.30, sarà l'intrigante progetto svizzero Hildegard Lernt Fliegen guidato dal cantante Andreas Schaerer a rompere il ghiaccio.
Una vocalità funambolica abbinata a un'incontenibile verve cabarettistica  caratterizzano la formazione di Schaerer, uno degli esponenti più dotati e intriganti dell'attuale scena jazzistica svizzera. La caratura vocale di Schaerer è certificata dall'interesse di Bobby McFerrin che, non a caso, lo ha voluto al suo fianco per la sua opera "Bobble". Si preannuncia così un primo set elettrizzante che saprà riservare qualche sorpresa.
Alle 22.30, il ritorno sul palco di Chiasso di un assoluto protagonista del jazz nazionale ormai di conclamato livello internazionale: Stefano Bollani. Il suo è senz'altro uno dei nomi di spicco di questa edizione del festival elvetico.
Quarantenne, un passato da turnista pop con Irene Grandi (dell'anno scorso il loro album di duetti), Raf e Jovanotti, poi la scelta della strada del jazz.
"Miglior nuovo talento" nel '98 per la rivista "Musica Jazz", Bollani vanta collaborazioni prestigiose: Gato Barbieri, Lee Konitz, Pat Metheny, Chick Corea, Michel Portal, Enrico Rava, Paolo Fresu, Richard Galliano, Han Bennink e Phil Woods.
Ma quella per lui più importante e prolifica è con il suo mentore, il trombettista triestino Enrico Rava, il "Miles Davis italiano". Il legame fra i due si rafforza nelle session canadesi: il "grande vecchio" del jazz nazionale è capace di tirare fuori il meglio da questo simpatico, nasuto, imprevedibile pianista.
Che è bravo, bravissimo: lo capisce e tanti altri intorno a lui. A cominciare da Renzo Arbore, che nel 2005 lo chiama come ospite fisso al suo "Speciale per me-Meno siamo, meglio stiamo" su Raiuno. Stefano ne resterà ispirato per "Sostiene Bollani". Poi, due dischi Decca con Riccardo Chailly e tantissime altre cose. Il suo, un concerto immancabile.
Andrea Cavalcanti

a.cavalcanti

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