Grande Erba, quale nome
avrà la nuova città?

Le prime ipotesi sulla denominazione dell'agglomerato risultante dalla fusione dei Comuni dell'Erbese

ERBA Un nome per la Grande Erba. In attesa dei primi incontri fra Marcella Tili e i sindaci interessati a discutere la fusione tra Comuni, qualcuno già pensa a come battezzare la nuova città. Su questo fronte Andrea Cattaneo, sindaco di Ponte Lambro - che ha già una riunione fissata con la Tili per martedì sera - è senza dubbio il più fantasioso.




Le sue idee sono dettate da ragioni storiche, geografiche e religiose. «Da un punto di vista storico - osserva il sindaco - la città potrebbe chiamarsi Incino, dal nome della Pieve che fino al Settecento comprendeva molti Comuni del territorio» tra cui Erba, Ponte, Lezza, Alserio, Carpesino.




«Se guardiamo invece alla geografia e all'orografia - continua Cattaneo - potremmo considerare la valle del Lambro, riprendendo magari il nome latino del fiume: Lambrus». Ma l'idea più fantasiosa è legata forse all'aspetto religioso. «Si tratterebbe di rendere omaggio a un uomo importante per la nostra diocesi: il nome della città potrebbe essere Sant'Ambrogio». Oppure, «perché no, Sant'Ambrogio al Lambro».




E se il nome del nuovo centro restasse semplicemente Erba?  Alberta Chiesa - già consigliere comunale e studiosa di storia locale - non ha dubbi: «Da un punto di vista storico è la scelta migliore. Sin dal Medioevo con il nome Erba si indicava tutta la plaga, ovvero l'area del Pian d'Erba».

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