Martedì 26 Marzo 2013

Un'ala di riserva
al teatro Sociale

COMO Ha ancora stretta attinenza con "Le ali dell'uomo", tema della stagione del teatro Sociale di Como, lo spettacolo in scena domani sera (mercoledì 27 marzo), alle 20.30.
In programma "Un'ala di riserva. Messa Laica per don Tonino Bello". Il lavoro è inserito nei Circuiti teatrali lombardi ed è basato su un testo di Michele Lobaccaro. Sarà in scena il narratore Stefano Panzeri, mentre le musiche sono di Fabrizio Piepoli, Alessandro Pipino e dello stesso Lobaccaro, componente del gruppo world dei Radiodervish, formatosi in area pugliese alla fine degli anni Novanta (biglietti a 16.50 euro, info 031-27.01.70 e www.teatrosocialecomo.it).
Alle 18.30, sempre al Sociale (ingresso gratuito), si terrà un appuntamento molto speciale di "Anteprima", uno degli incontri preparatori  legati agli spettacoli del cartellone. Il coro del liceo musicale "Teresa Ciceri" di Como presenterà un "viaggio musicale tra sacro e profano", ispirato alla serata.
Al centro dell'allestimento, che mescola narrazione e musica, l'esperienza di vita e di fede di don Tonino Bello, alias Antonio Bello, vescovo salentino di cui è in corso il processo di beatificazione. Esercitò il suo ministero a Molfetta, conosciuto per la sua apertura a una chiesa povera e soprattutto sempre al fianco dei diseredati e degli ultimi.
Si parla della cosiddetta "Chiesa col grembiule", operativa e lontana dal fasto. Si può dire davvero che sono stati "profetici" i responsabili della sala comasca. In tempi non sospetti, hanno scelto infatti questo lavoro teatrale in cui, pur con spirito laico, si rende omaggio a una figura, ma prima ancora a un certo modo di intendere il messaggio cristiano e il ruolo della Chiesa, che piacerebbe molto al neoeletto Papa Francesco.
Il testo di Lobaccaro trae spunto da alcuni scritti di don Tonino Bello, come "Maria, donna di frontiera", "La Lampara" e gli "Auguri scomodi". In particolare, il riferimento è a "Un'ala di riserva", un componimento poetico del vescovo Bello (forse il suo più famoso), che dà il titolo all'allestimento.
La struttura dello spettacolo, teatral-musicale, segue la forma della messa. In particolare, parola e brani musicali, sulla scia della canzone popolare, rendono un tributo al tema del sacro. Il clima è quello delle sonorità mediterranee che mescolano elementi culturali apparentemente diversi, dalla cultura cristiana a quella islamica. Si uniscono poi al tessuto sonoro  testi liturgici in latino e le canzoni in italiano ispirate agli scritti del personaggio qui ricordato.
Stefano Panzeri legge don Tonino Bello: gli rispondono le note e la proiezione di video che aggiunge un altro elemento alla già ricca narrazione.
Sara Cerrato

a.cavalcanti

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