Mercoledì 01 Maggio 2013

Il grunge dei Melvins
al Bloom di Mezzago

MILANO Di loro disse Kurt Cobain: «I Melvins sono il passato, il presente ed il futuro della musica».
Una dichiarazione provocatoria, senza dubbio, ma in grado di cantarle chiare sul peso che questo gruppo, dai suoni potentissimi e dilatati e dai bizzarri comportamenti, ebbe sulla nascente scena grunge di Seattle: dai Nirvana, ai Soundgarden, dai Madhoney ai Pearl Jam. La band capitanata da un eccentrico personaggio come King Buzzo non si è mai fermata, continuando a girare il mondo con la sua miscela di punk e stoner rock, di metal alla Black Sabbath e urgenza alla Black Flag.
Eccoli quindi approdare nuovamente in Italia stasera, alle 21, sul palco del mitico Bloom di Mezzago (biglietti a 20 euro), che a suo tempo ospitò anche i Nirvana e che già vide protagonista il gruppo americano nel pieno degli anni Novanta.  I Melvins, in quegli anni, hanno letteralmente plasmato il Seattle sound come fosse materia grezza, ricavandone un suono pastoso e stratificato, e sono oggi considerati tra gli inventori dell'hard rock moderno.
Dopo 25 anni di onorata attività e un bagaglio di almeno 25 pubblicazioni importanti, La band è ancora pronta a stupire, seppur nella versione lite, ovvero nella formula in trio, che vede accanto a King Buzzo (chitarra), Dale Crover (batteria) e Trevor Dunn (basso).
L'ultima impresa dei Melvins sul palco è documentata in "Sugar Daddy", un album dal vivo frutto di una infuocata data al Busta-Gut Club di Downey, California.
Mentre si attende "Everybody loves sausages", è dello scorso anno l'album di inediti "Freak Puke", attraverso l'etichetta Ipecac, la creatura di Mike Patton.
Fabio Borghetti

a.cavalcanti

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