Lunedì 06 Maggio 2013

I parlamentari 5 stelle
vogliono tutta la diaria

Disobbediscono, i parlamentari a 5 stelle. Per la prima volta dicono no a una direttiva arrivata nero su bianco - la settimana scorsa - da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Nel weekend hanno partecipato a un sondaggio per capire come comportarsi con le parti accessorie dello stipendio.
L'indennità di mandato (era scritto nel regolamento firmato dai futuri parlamentari) sarà dimezzata da 10mila a 5mila euro lordi (con un risparmio complessivo di 5 milioni in un anno). Ma cosa fare di tutto il resto? Diaria, spese per collaboratori e attività politica, rimborsi per taxi e telefono. La maggioranza dice: tenerselo, rendicontare tutto e restituire l'eccedente solo su base volontaria.
Nella loro e-mail il capo politico e il cofondatore del Movimento suggerivano di scegliere delle onlus cui devolvere l'eccedenza, e chiarivano: "I parlamentari devono percepire solo 5.000 euro lordi di indennità e ogni altro rimborso relativo a spese effettivamente sostenute rendicontate periodicamente. La differenza dovrà essere destinata al fondo di solidarietà". I risultati del sondaggio dicono altro.
Il 48 per cento dei parlamentare chiede che le diarie (quindi tutte le voci accessorie) vengano mantenute completamente, con l'obbligo di rendicontare tutto quel che si spende, ma senza dovere restituire il di più. Lo farà chi vorrà. Ad esempio, se per pasti e albergo un deputato spende in un mese 2mila euro, potrà decidere di tenersi i restanti 1.500, o di metterli nel fondo di solidarietà appositamente creato.

f.angelini

© riproduzione riservata

Tags