Sabato 07 Febbraio 2009

Cantù: piove sui carri
difficoltà per il carnevale

CANTU’ Il taglio del nastro è stato fissato in maniera ufficiale. E, ironia della sorte, mai come in questi giorni viene spontaneo pensare che se l’inaugurazione del nuovo capannone per la realizzazione dei carri allegorici avesse tardato ancora un po’, sarebbero stati i carristi a tagliare la corda. Con buona pace della manifestazione organizzata dall’associazione Carnevale canturino, che raggiunge l’edizione numero 83. Lo aspettavano da anni e ora l’attesa è finita. Come la pazienza. Perché il tempo, quello meteorologico, quest’inverno si è accanito particolarmente e quella costruzione irrimediabilmente fatiscente che è l’ex Stecav di via Como non ha retto il colpo. L’umidità, in questi giorni, sta letteralmente divorando la cartapesta dei quattro carri dei gruppi che lavorano qui, Lisandrin, Bentransema, La Maschera e Buscait. E Gli amici di Fecchio, a cascina Cristina, non se la passano troppo meglio. La neve accumulata sul tetto – una distesa di teli di plastica dove, per motivi di sicurezza, è impensabile salire per metterci una toppa – sciogliendosi un po’ alla volta gocciola incessante sui carri, così come la pioggia. La colla non attacca, gli strati già pronti si disfano, le parti completate vengono avvolte nel cellophane come fosse un impermeabile. Le soluzioni tampone, come passare del fissante trasparente sul colore, fanno più danno che altro perché questo si opacizza. Annullando mesi di lavoro al freddo e di sforzi da parte dei volontari, costretti a muoversi come equilibristi facendo la gimkana tra i secchi messi in fila sul pavimento per raccogliere l’acqua che cade dall’alto. «Per la prima sfilata – conferma Carlo Cattaneo responsabile dell’organizzazione – i carri saranno incompleti, tutt’altro che al meglio. Il freddo e soprattutto l’umidità non stanno dando tregua, e la neve e la pioggia continue sono un bel problema. Servirebbe un po’ di caldo, soprattutto servirebbe qualche giorno di clima secco, per far asciugare la cartapesta. Ma il caldo non c’è, né fuori né dentro».

f.angelini

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