Domenica 08 Febbraio 2009

I lariani snobbano lo shopping a Chiasso

Chiasso, Corso San Gottardo, ore 15.30. È domenica. La terza consecutiva con i negozi aperti. In giro non si vede molta gente, ma i commercianti ticinesi giurano che è si può tranquillamente parlare di folla. «Forse può sembrare poca - spiega Carlo Coen, presidente dell’associazione dei commercianti di Chiasso – ma vi assicuro che è infinitamente di più rispetto al passato, quando nei pomeriggi domenicali il corso era pressoché deserto».
A dire il vero anche gli esercizi aperti non sono moltissimi. Farmacie, oculisti e qualche negozio di abbigliamento hanno la serranda abbassata. Ma bastano i negozi aperti ad attirare un insolito passeggio, in mezzo al quale c’è più di un italiano. Per la precisione comaschi. Arrivano da un po’ tutta la provincia. Da Lomazzo, Olgiate Comasco, Mariano Comense. Attirati dall’idea di trovare qualche negozio aperto. «Perché a Como - dicono - è sempre tutto chiuso di domenica». Ma anche l’idea di trovare subito parcheggio e di non pagare la prima ora di sosta è per qualcuno un forte incentivo a varcare la frontiera. Anche se la meta preferita per chi vuole trascorrere la domenica oltre confine rimane il centro commerciale FoxTown di Mendrisio, aperto tutto il giorno, dalle 11 alle 19 (chiuso, invece, il Serfontana di Chiasso).
Forse la campagna pubblicitaria che l’associazione dei commercianti di Chiasso sta svolgendo per promuovere le aperture domenicali deve ancora dare i suoi frutti. Gli italiani che varcano la dogana sono ancora pochi, nonostante questa sia la terza settimana dell’iniziativa. Ma quei pochi comaschi che vanno a Chiasso ammettono di trovare l’idea stimolante. Qualcuno addirittura utile, come Cristina Bruno di Lomazzo: «Mi chiedo perché anche i negozi comaschi non restino aperti la domenica. Io e mio marito lavoriamo tutta la settimana e rincasiamo la sera tardi. Ci è molto comodo andare a fare compere di domenica. Meglio ancora se si può passeggiare all’aperto anziché nei centri commerciali. Como dovrebbe copiare da Chiasso».
Impossibile paragonare Como a Chiasso. Passeggiare per il nostro centro storico, magari in riva al lago, ha tutto un altro sapore. «Ma Como la conosciamo fin troppo bene - commenta Francesca Maestrelli, di Olgiate Comasco - e qualche volta fa piacere girare per negozi di domenica. Qui a Chiasso ora è possibile. Bisogna vedere però se conviene con il cambio franco-euro». Per Cristina Barbero quello che alletta non sono solo i negozi aperti, ma anche il posto auto gratis per la prima ora, che si può trovare al parcheggio Comacini, appena superata la dogana: «Sono venuta a Chiasso perché a Como non trovavo parcheggio. Tra l’altro qui è gratis per un’ora, e non è una cosa da poco. Ora vedrò se comprare qualcosa».
In realtà sembra che i comaschi gradiscano molto girare per negozi, senza però fare acquisti. L’italiano che abita a ridosso del confine, del resto, può comprare merce per un valore massimo di 20 euro. Oltre questo valore deve pagare il 20% di franchigia. Per gli italiani che non abitano sul confine il valore massimo è di 300 euro (fino al 1° dicembre 2008 era di 175 euro). Ieri in dogana fino almeno alle 16.30 nessun comasco aveva dichiarato merce acquistata a Chiasso.

a.cavalcanti

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