Lunedì 16 Febbraio 2009

Sul Plinio sventola bandiera bianca

Se ne va un altro pezzo di storia. Il destino del piroscafo Plinio, ormeggiato da anni sul lago di Mezzola, è ormai segnato: verrà demolito. Nonostante gli appelli e la nascita di due associazioni che si sono battute per salvarlo, nessuno si è deciso a rilevarlo e il proprietario, Nando Curti, ha alzato bandiera bianca. Nel mesi scorsi aveva già espresso l’intenzione di vendere il battello a un demolitore e, visto che gli ultimi contatti con potenziali acquirenti si sono conclusi con un nulla di fatto, non ha cambiato idea. Il natante sarebbe addirittura già stato ceduto, anche se per il momento rimane nello specchio d’acqua davanti al ristorante dello stesso Curti, «La Barcaccia» di Verceia. E se i privati non si sono fatti avanti con reali proposte di recupero, anche dall’amministrazione provinciale lariana non arrivano segnali di speranza: «Abbiamo già investito risorse significative per il restauro del piroscafo Patria - spiega l’assessore ai Trasporti e al Bilancio, Patrizio Tambini - e non possiamo permetterci un altro intervento oneroso. Abbiamo dovuto fare una scelta e si è deciso di puntare sul Patria, anche grazie all’aiuto della Fondazione Cariplo». I sodalizi fondati per impedire la rottamazione dello storico piroscafo non si rassegnano, pur confermando che le speranze sono ridotte al lumicino: «C’è stata qualche manifestazione di interesse, ma le trattative non sono andate a buon fine - sottolinea Marcello Baldrati, fondatore dell’associazione Amici del Plinio - Eppure stiamo parlando del più antico piroscafo a vapore d’Italia, è stato il vanto della nostra Navigazione. Da quello che so, persino il demolitore si è reso conto che farlo a pezzi sarebbe un delitto…».
Costruito dalla ditta «Escher& Wyss» di Zurigo nel 1902, il Plinio entra in funzione l’anno successivo e resta in servizio fino al 1963, quando viene posto in disarmo alla diga di Como. Dieci anni dopo è acquistato dal Centro nautico di Colico e ormeggiato al nuovo porto del paese, con funzione di frangiflutti. Viene adibito a ristorante e disco-pub, quindi a gelateria, e infine messo in vendita, nel 1998. Rilevato da Nando Curti, viene trasportato sul lago di Mezzola. Ma il titolare de «La Barcaccia» non ottiene l’autorizzazione per trasformarlo in un ristorante e, anzi, i responsabili dell’Oasi del Pian di Spagna emettono un’ordinanza che impone di spostare il battello fuori dall’area naturalistica. Il resto è storia recente: tante parole, nessun progetto, nemmeno un euro stanziato.

a.cavalcanti

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