Lunedì 16 Febbraio 2009

Trasformismi in consiglio
E la giunta vacilla ancora

Giunta e consiglio comunale faticano a trovare un equilibrio. L’imminente rimpasto dell’esecutivo che il sindaco Stefano Bruni si appresta ad attuare non risolverà tutti i problemi. Ancora scoperto resta il fronte Udc. Il partito centrista chiede un posto in giunta. Posto che gli è sempre stato negato dal sindaco. Ma ora sembrano aprirsi gli spazi per reiterare, con maggiore vigore e motivazione, la richiesta che è rimasta elusa per tutti questi mesi, da quando, cioè, l’assessore al Patrimonio Enrico Cenetiempo (sfiduciato l’autunno scorso) è passato dall’Udc ai Popolari liberali. A rimescolare le carte in tavola è la probabile uscita dal gruppo dei Polari liberali di Carlo Ghirri, interessato, per non dire intenzionato, ad aderire a un movimento per l’autonomia lombarda. Con l’uscita di Ghirri rimarrebbe solo il consigliere Pierangelo Gervasoni a rappresentare i Popolari liberali in consiglio comunale. E così Bruni non potrebbe più giustificare il mantenimento di Cenetiempo in giunta dicendo che i Popolari liberali hanno una rappresentanza in consiglio maggiore di quella dell’Udc che invece ha un solo consigliere, Luigi Bottone (anche commissario cittadino, ndr).
Fanta politica? Per niente. Ghirri, ex socialista e poi ex leghista, non ha comunicato ufficialmente la sua uscita dal gruppo di Gervasoni, ma ha ammesso che «c’è qualcosa nell’aria». «Potrei anche decidere di lasciare i Popolari liberali - ha dichiarato ieri Ghirri - per entrare in un movimento che abbia a cuore un discorso di autonomia del Nord. Qualcosa nell’aria c’è. Per il momento ho partecipato a un incontro al quale sono stato invitato per prendere in considerazione questa eventualità. Se crederò che questo movimento autonomista avanzi proposte serie e concrete potrei scegliere di aderire». Ghirri sa che questo, come conseguenza indiretta, potrebbe dare qualche grattacapo al sindaco: «So che il sindaco ha negato la sostituzione di Cenetiempo spiegando anche che i Pl hanno una rappresentanza in consiglio maggiore dell’Udc. Se io me ne andassi non avrebbe più questa giustificazione. Ma non posso farci niente. Non devo niente a nessuno».
Gervasoni ha un altro pensiero: «Il sindaco non guarda al fatto che i Pl hanno due consiglieri piuttosto che uno solo. Ghirri è libero di andarsene, la sua uscita non influenzerà l’equilibrio in giunta. Le cose, piuttosto, andranno riviste forse quando i Pl si fonderanno con il Pdl». Bottone intanto coglie la palla al balzo: «La nostra richiesta di un assessorato era già più che legittima. Voglio vedere ora quali nuove scuse accamperà il sindaco per dirci ancora di no».

a.cavalcanti

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