Lunedì 16 Febbraio 2009

Precari della scuola contro la Fiat:
offesi e senza soldi, stop alle auto

I precari della scuola promettono che non compreranno più automobili prodotte dalla Fiat: è la risposta della Rete nazionale precari all'invito giunto in settimana dalla fondazioni Giovanni Agnelli, attraverso la presentazione del Rapporto 2009, e dal vice-presidente della Fiat John Elkann di introdurre nella scuola il sistema della chiamata diretta, sulla base curriculum dei docenti, e delle retribuzioni differenziate legate a valutazioni e meritocrazia.
Attraverso un duro comunicato l'assocazione di personale non di ruolo, che nella scuola supera le 300mila unità, lamenta che "tra le ricette proposte dalla fondazione non si parli di aumento degli investimenti nell'istruzione, di riduzione del numero di alunni per classe grazie all'aumento degli organici ed all'assorbimento del precariato, di mantenimento del modulo nella scuola primaria, di tutela delle graduatorie ad esaurimento come garanzia di un sistema di reclutamento equo e trasparente".
Alla luce di tutto questo "i precari della scuola non compreranno più auto Fiat non per protestare contro le analisi della fondazione Agnelli - sottolineano dalla Rete dei precari - ma perchè senza lavoro non avranno nemmeno i soldi per comprarsi una bicicletta, figuriamoci un automobile". Secondo la Rete "le ricette della fondazione Agnelli appaiono dettate da clientelismo, regionalismo ed un totale vuoto di contenuti e di visione strategica dell'importanza della formazione per il futuro del nostro paese". "Si propone infatti - continua il comunicato - un albo da cui i dirigenti scolastici potrebbero scegliere i docenti, in modo da far insegnare solo i parenti e gli amici dei dirigenti scolastici, di abolizione delle graduatorie ad esaurimento con l'azzeramento di anni di sacrifici e di disagi da parte dei precari che vi sono inseriti, di retribuzioni diverse tra le regioni, per cui lo stipendio dipenderebbe dal luogo di nascita, oltre al solito e scontato ritornello sul merito e sulla valutazione delle scuole".

u.montin

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