Martedì 17 Febbraio 2009

La General Motors sceglie Volta
per l’auto che la salverà

Volt: è il nome dell’automobile più attesa del momento, la macchina elettrica sulla quale la Chevrolet (gruppo General Motors) sta scommettendo la sua ultima camicia. «Volt è il simbolo dell’impegno futuro di GM e concretizza appieno il tipo di innovazioni tecnologiche di cui ha bisogno il nostro settore per rispondere alle problematiche ambientali ed energetiche dei nostri giorni e degli anni a venire» ha detto Rick Wagoner, presidente ed amministratore delegato dell’intero gruppo. Un caso non unico, quello di battezzare scoperte e prototipi con il nome dello scienziato lariano. Lo ha ricordato anche Marco Magrini, giornalista del “Sole 24Ore” che sull’ultimo numero dell’inserto “Nova” del quotidiano economico-finanziario ha dedicato un articolo a «Il curioso caso di Alessandro Volta», nel quale immagina che lo scienziato comasco, inventore della pila e scopritore dell’energia elettrica, torni a trovarci nel 2009. Magrini descrive che cosa troverebbe:«Un mondo portatile e wireless, fatto di comunicazioni, di immagini e suoni che stanno in tasca o in borsa, tutti alimentati dalle pile che lui stesso aveva inventato. Scoprirebbe che il suo nome è usato per il volt e il voltaggio, per i pannelli fotovoltaici, per un cratere della luna e perfino per l’automobile più attesa del momento, la Volt». E la pila si evolverà ancora, non è più quella voltaica, di zinco e di rame, ma ioni di litio, spiega il giornalista, che propone un cortometraggio sul ritorno di Volta, prendendo spunto dal film in voga in questi giorni, «Il curioso caso di Benjamin Button», che nasce vecchio e muore bambino. Una proposta scherzosa, ma chissà che dopo il Volta a fumetti, qualcuno pensi ad un film in occasione dei 210 anni dell’invenzione che ha cambiato il mondo.

a.cavalcanti

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