Martedì 17 Febbraio 2009

In lacrime per il vicino ucciso
Abitavano nella stessa casa

È fissato per martedì mattina nel carcere del Bassone l’interrogatorio per la convalida del fermo di Eje Rizanilo, il 37enne di nazionalità filippina accusato dell’omicidio del connazionale Darwin Mendez, accoltellato a morte attorno alle 23 di sabato sera in una casa di via Gorio. Rizanilo ha incontrato ieri il suo avvocato, l’erbese Matteo Curioni, che gli ha fato visita in carcere assieme a Malou Mendoza, rappresentante della comunità filippina di Como, comunità per intero sconvolta da un dramma difficile da accettare. Il primo a non volerlo fare è sembrato proprio lui, l’omicida, apparso provato, spaventato, sotto choc. Martedì incontrerà il gip Valeria Costi, che dovrà decidere sia sul fermo che sulla custodia cautelare. La sua posizione è molto delicata. L’accusa è quella di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, reato che sulla carta comporta davvero il massimo della pena previsto dal nostro codice. Rizanilo potrebbe difendersi sostenendo di non aver voluto colpire deliberatamente il connazionale, di avere sì brandito il coltello ma di non avere mai avuto la reale intenzione di fargli così male. La lama sarebbe penetrata nel costato con precisione sciaguratamente chirurgica, finendo per affondargli nel cuore.
I due connazionali, in Italia con un permesso regolare già da diversi anni, coabitavano sotto lo stesso tetto, nel medesimo appartamento di via Gorio. La lite si era scatenata improvvisamente quando, attorno alle 23, Darwin aveva chiesto a Eje di fare meno rumore perchéla sua bimba - sei mesi appena - non riusciva a prendere sonno nella camera accanto. Eje Rizanilo, che in quel momento stava cucinando, lo aveva prima accusato di avere danneggiato, ammaccandola, la sua pentola, poi gli si era scagliato contro. Davanti alle due mogli impotenti, i due uomini si erano presi a pugni finché non era apparsa la lama di quel coltello. Un colpo solo, ma letale. Erano state poi le donne a citofonare da un vicino di casa per chiedere aiuto mentre Darwin si spegneva lentamente. È morto pochi minuti dopo l’arrivo dell’ambulanza, prima ancora di raggiungere l’ospedale e mentre il suo omicida si lasciava docilmente ammanettare dalla polizia.

a.cavalcanti

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