Martedì 24 Febbraio 2009

«Colombo ha gestito male
i rapporti con il consiglio»

La colpa dell’assessore Alessandro Colombo? Avere lasciato che i rapporti tra la giunta e il consiglio andassero a rotoli, sfociando in una situazione ingestibile per l’amministrazione. Questa, in sintesi, la motivazione contenuta nell’atto di conclusione del procedimento di revoca con il quale il sindaco Stefano Bruni ha sancito il definitivo allontanamento di Colombo dall’esecutivo per creare spazio in vista del rimpasto (ufficializzato venerdì scorso). Il primo cittadino, così come preannunciato nei giorni scorsi, ha comunicato la motivazione al consiglio nella seduta di ieri sera. «Una delle deleghe che aveva Colombo – ha detto – è quella dei Rapporti col consiglio. La difficoltà che si è vista degli ultimi mesi in questi rapporti è colpa della sua delega». Sentita la spiegazione, un coro di risate e sorrisi si è levato dal banco dell’opposizione. C’era infatti una grande curiosità di sapere come avrebbe motivato la revoca. Il sindaco ha sorpreso tutti. Secco il commento del capogruppo del Pd, Luca Gaffuri: «Motivazione infondata e pretestuosa. I rapporti sono andati a rotoli per colpa del sindaco. E anche se Colombo avesse avuto qualche colpa sarebbe bastato togliergli la delega, così come fatto a suo tempo con l’assessore Gaddi nello scorso mandato».
Nel motivare la rimozione di Colombo Bruni pensava di mettere la parola fine anche alle polemiche sollevate dall’opposizione che nei giorni scorsi aveva cercato di ottenere la documentazione relativa al procedimento di revoca. Bruni si sbagliava. Marcello Iantorno (Pd) è intervenuto per denunciare l’impossibilità di avere tale documentazione e ha puntato il dito contro il capo di gabinetto Tullio Saccenti: «Ha negato l’accesso agli atti dopo avere sentito il parere del sindaco. Un fatto grave. Depositiamo per tanto la richiesta di un provvedimento disciplinare nei suoi confronti». Bruni ha replicato: «Non era opportuno diffondere la documentazione prima che ne dessi comunicazione al consiglio. Per rispetto del consiglio e del diretto interessato (Colombo, ndr)».
Tutti i chiarimenti forniti dal primo cittadino non sono, però, stati ancora sufficienti. Iantorno ha chiesto che venisse letto l’atto conclusivo del procedimento di revoca e che ne venisse data copia ai consiglieri. Il sindaco si è rifiutato di leggere l’atto e a quel punto, intorno alle 21.30 Gaffuri ha chiesto la sospensione della seduta in attesa che venissero fatte le copie dei documenti. Una sospensione che ha bloccato l’assemblea per un’ora, proprio nella serata in cui erano previste le surroghe dei tre consiglieri entrati in giunta (Molinari, Sosio e Rallo) e la discussione della mozione di sfiducia al sindaco.
Alla fine i documenti sono arrivati. Comprese le controdeduzioni che Colombo aveva mosso all’avviso di avvio della procedura di revoca. Nell’avviso datato 13 febbraio Bruni non aveva fatto cenno alla questione della delega ai Rapporti col consiglio. Cenno comparso sollo nell’atto conclusivo di revoca del 18. Iantorno e Mario Lucini (Pd) hanno definito «imbarazzanti i contenuti di questi atti per la loro superficialità».

a.cavalcanti

© riproduzione riservata