Domenica 01 Marzo 2009

Segreto bancario, la Svizzera apre
"Costretti al compromesso"

La Svizzera non ha intenzione di rinunciare al segreto bancario ma deve essere pronta a scendere a compromessi per evitare il rischio di finire su una lista nera e incappare in eventuali sanzioni da parte dell'Organizzazione della Cooperazione e delle sviluppo economico.
E' quanto ha detto il ministro svizzero delle Finanze Hans-Rudolf Merz parlando davanti ai responsabili del partito radicale (Fdp, centro destra). Il ministro non ha però precisato quale tipo di concessioni il paese potrebbe fare.
Nel corso della riunione preparatoria del G20 che si è svolta a Berlino nel fine settimana scorso, i leader europei avevano rilanciato la lotta contro i paradisi fiscali.
"Bisogna sviluppare dei meccanismi sanzionatori" contro di essi, aveva affermato Merkel al termine della riunione dei leader europei al pre-G20 a Berlino. Entro il 2 aprile, data del G20 di Londra, dovranno essere create delle liste per "mostrare chi concretamente rifiuta questa collaborazione internazionale".
Tuttavia la settimana scorsa il tribunale amministrativo federale (Taf) della Svizzera ha proibito all'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (Finma) di trasmettere i dati bancari dei clienti del colosso bancario elvetico Ubs alle autorità americane.
L'Ubs aveva infatti accettato di togliere il segreto bancario elvetico per raggiungere un accordo con gli Stati Uniti su una vicenda di evasione fiscale. Di recente, in un'intervista al settimanale "Finanz und Wirtschaft", il direttore generale di UBS Oswald Grübel è tornato sulla necessità di rivedere il segreto bancario per evitare che la Svizzera venga accusata di favorire l'evasione fiscale.

u.montin

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