Domenica 15 Marzo 2009

Torre Gattoni, un tempio (spento) dell'elettricità

La gastronomia aiuta a riscoprire i gioielli nascosti della città: grazie alla rassegna «Polenta e…» promossa dall’Accademia delle arti e dei commerci Santa Giuliana, venerdì si sono aperte le porte della Torre Gattoni, alla sinistra di Porta Torre, lungo le mura cittadine. Alla visita, guidata da Valentina Binda, ha partecipato una ventina di persone, alcune provenienti da fuori città, accorse per assistere a un piccolo evento - la torre, di proprietà comunale, era stata aperta per la prima volta al pubblico alla Notte bianca 2008 - che ha lasciato a bocca aperta.
 Chi si aspettava, infatti, di trovarvi apparecchiature simili a quelle esposte al Tempio Voltiano - il canonico Gattoni, del quale quest’anno ricorre il bicenteneraio della morte, appassionato di Fisica e amico di Volta, cui prestò la torre per i suoi esperimenti - è rimasto deluso. Delusione ripagata, però, dal fatto di essere stati tra i pochissimi a mettere piede in quello che può essere considerato un museo di archeologia industriale. La Torre Gattoni, sconosciuta ai più, intorno al 1930 divenne sede della prima cabina elettrica che erogava la corrente per l’illuminazione della città, rimasta attiva fino al 1958. A testimonianza di ciò si possono vedere il quadro elettrico con gli strumenti di misura e i sezionatori, e poi i trasformatori detti a “basculla”. Un vero e proprio “tempio” dell’elettricità venerdì illuminato da torce a mano. Nessuna traccia del parafulmine del Gattoni, tra i primi in Italia.

a.cavalcanti

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