Mercoledì 18 Marzo 2009

Pacemaker, tutto gratis tranne.... il pacemaker

È uno di quei paradossi che lasciano a bocca aperta. Arriva, ancora una volta, dal mondo della sanità e l’ha scoperto, suo malgrado, una signora portatrice di pacemaker, quell’apparecchietto capace di stimolare elettricamente la contrazione del cuore. La situazione in cui si trova la cittadina comasca, peraltro, è identica a quella vissuta da tante altre persone con problemi cardiaci (in Italia si stima che siano circa 50mila ogni anno i pacemaker applicati). Una volta impiantato, il dispositivo dev’essere sottoposto a controlli periodici, utili per verificare il corretto funzionamento e l’eventuale necessità di una riprogrammazione. Qual è il paradosso? Semplice: chi ha un pacemaker è esentato dal pagamento del ticket per esami specialistici e visite cardiologiche, mentre proprio nel caso del controllo periodico sull’apparecchio è costretto a pagare. La prestazione più importante, la verifica «salvavita», non è dunque a carico del Servizio sanitario nazionale, ma del paziente. Dopo averlo scoperto, comprensibilmente, la signora comasca che ci ha segnalato l’accaduto stentava a crederci: «I medici mi avevano detto che su una lunga serie di prestazioni avremmo avuto l’esenzione - spiega il marito - e all’Asl mia moglie ha successivamente ritirato un foglio con l’elenco. Non mi sarei mai aspettato di non trovare la voce relativa al controllo sul funzionamento del pacemaker, mi sembra incredibile». Eppure è così, tanto che, in occasione della prima visita, poco tempo dopo l’impianto, l’ospedale ha richiesto alla paziente il pagamento di 23,75 euro. «La cifra conta relativamente, trovo inaccettabile il principio - sottolinea - Tanti altri esami citati nell’elenco, paradossalmente, potrebbero anche non servire a mia moglie, mentre il controllo sul pacemaker è fondamentale, serve per verificare il livello di carica delle batterie e altri aspetti tecnici. Eppure è previsto il ticket…».
All’Asl confermano tutto: «In effetti la verifica sull’apparecchio non compare tra le prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale - spiega il direttore del dipartimento Cure primarie, Ugo Brancaccio - Viene citata la visita cardiologica, l’elettrocardiogramma, l’holter, la radiografia del torace e molto altro, ma nulla che riguardi specificamente le verifiche sul pacemaker. Su richiesta dello specialista, l’Asl rilascia un tesserino - aggiunge Brancaccio - con le esenzioni previste per ogni determinata patologia. Ma le esenzioni che sono state decise anni fa a livello nazionale, la Regione le ha soltanto recepite».

a.cavalcanti

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