Mercoledì 18 Marzo 2009

Velomatic nei paesi:
polemica in Tremezzina

TREMEZZO Sale di tono la polemica sul progetto sicurezza lungo la statale Regina in via di attuazione da parte della polizia locale dell’unione comuni della Tremezzina. Progetto in parte finanziato dalla Regione che oltre alla formazione degli agenti, all’impiego di nuovi strumenti operativi, all’utilizzo dell’etilometro, contempla la posa all’interno dei centri abitati di postazioni fisse dove collocare di volta in volta lo strumento di controllo della velocità Velomatic 512, precedute da cartelli di segnalazione degli accertamenti elettronici e dall’introduzione di un segnale luminoso con l’indicazione della velocità osservata sui veicoli in transito. Alle severe critiche formulate dal comitato dei cittadini della Tremezzina rappresentato da Claudia Lingeri e Gianni Abbate oltre che dal consigliere provinciale Enrico Manzoni e dal presidente di Confartigianato imprese Cornelio Cetti, si è aggiunta una presa di posizione da parte dell’associazione «La cruna del lago».
«Lo scopo di garantire sicurezza all’interno dei centri abitati è senz’altro apprezzabile - sottolinea il portavoce Corrado Lamberti - ma se, veramente, si vuole ottenere una velocità moderata, basterebbe dislocare una pattuglia di vigili oggi in un paese, domani in un altro. La deterrenza sarebbe assicurata. Se però lo scopo vero e inconfessabile è di fare cassa a spese dei cittadini, la soluzione è di installare gli autovelox. C’è da aggiungere che il Velomatic 512 è uno strumento obsoleto con la prima omologazione che risale addirittura agli anni ’80. Quanto costeranno le apparecchiature alle casse, vuote, dell’unione comuni della Tremezzina»?

f.angelini

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