Domenica 17 Maggio 2009

<A Bruni chiedo di tutelare
anche i residenti come me>

Rompe il silenzio e accetta finalmente di parlare Daniele Stoccoro, il cittadino di via Mocchetti (traversa della Madruzza) che con il suo esposto al capo dello Stato ha risollevato la questione del cemento in città e degli intrecci tra politica e mattone: «Ma sia chiaro, quando ho presentato il ricorso io non sapevo che la società fosse in qualche modo collegata con lo studio professionale del sindaco Bruni. A me interessava solo a far chiarezza dal punto di vista edilizio».
- Signor Stoccaro, l’immobiliare che sta costruendo il condominio oggetto del suo ricorso ieri ha chiarito che non costruirà neppure un metro cubo in più di quanto autorizzato. È più tranquillo, ora?
<Sono felice di sapere che la volumetria non aumenterà, e ringrazio il signor Bordogna per averlo chiarito. Ma ho ancora delle perplessità>.
- Su che cosa?
<Leggo che qualora un cliente dovesse chiedere di trasformare i box al pian terreno in zona notte il palazzo sarebbe abbassato di un piano. Bene, mi chiedo come facciano a farlo dopo aver costruito l’involucro esterno>.
- Evidentemente si confida di chiudere i primi contratti prima di arrivare così avanti nell’opera...
<Guardi, il tema dei volumi dell’edificio in costruzione è un tema molto importante e forte. E, al di là delle rassicurazioni, non posso che chiedere al Comune che senso abbia avuto consentire, nel permesso di costruire, la realizzazione di ben 654 metri cubi di locali accessori, potenzialmente abitabili, a fronte di un volume abitabile di 735 metri cubi>.
- Lei ha chiesto al capo dello Stato di bloccare il cantiere quando, in realtà, questi ricorsi dovrebbero essere presentati al Tar.
<Sono stato accusato di aver fatto un ricorso inusuale, è vero. Purtroppo i termini per il ricorso al tar erano scaduti e non mi restava che rivolgermi al capo dello Stato. Ma il Comune e l’immobiliare hanno la facoltà e il diritto di spostare il ricorso al tar, con un’istanza di trasposizione. Se lo facessero io ne sarei ben felice>.
- Il sindaco, Stefano Bruni, è intervenuto in consiglio comunale sul permesso di costruire in via Mocchetti dicendo, cito, che «si tratta di un intervento urbanistico da poco più di  250 metri quadrati complessivi per un totale di 5 mini appartamenti». Insomma, è lei che esagera nel suo ricorso?
<Ribalto la domanda: non è esagerato aver autorizzato un edificio di cinque piani largo dieci metri e lungo quindici in quella zona e su un terreno di meno di 500 metri quadri? Io mi aspettavo dal sindaco, in queste settimane, un cenno di tutela nei confronti del cittadino Daniele Stoccoro e dei cittadini comaschi in generale e non solo della società che ha sede nel suo studio>.
- Il ricorso ha causato un gran dibattito. Pentito?
<Sicuramente tutta questa vicenda sta avendo un impatto psicologico non indifferente per me e la mia famiglia. Ma ho avuto tantissimi attestati di stima e fiducia da amici, colleghi e vicini. A tutti questa storia sembra un sopruso. Per questo rimango in fiduciosa attesa che le istituzioni, che ho la convinzione ci debbano difendere, facciano chiarezza e prendano le decisioni più giuste, tutelando il diritto di costruire della società, ma al contempo anche il nostro di cittadini>.

a.cavalcanti

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