Domenica 17 Maggio 2009

«Pronto soccorso solo per le urgenze»

Meno ospedale, più assistenza sul territorio». Così cambierà la sanità lombarda, almeno nelle intenzioni dell’assessore regionale Luciano Bresciani. A margine del congresso nazionale Fadoi (federazione medici internisti), che si è chiuso ieri a Villa Erba, Bresciani svela strategie e obiettivi per il prossimo futuro: «La sanità - dice - dev’essere dinamica, per riuscire ad adeguarsi agli sviluppi scientifici e a quelli socio-demografici. Oggi il 70% dei costi sanitari è legato agli ultimi dieci anni di vita di una persona, quindi la sfida che abbiamo davanti si chiama cronicità. E la cronicità si affronta sul territorio». L’assessore boccia il modello «ospedalocentrico», bollato come una delle cause dell’intasamento dei Pronto soccorso, problema molto sentito anche a Como: «I codici bianchi (cioè i casi non urgenti, ndr) vanno trattati in altra sede, stiamo già dando questa indicazione alle strutture. Per queste situazioni bisogna utilizzare dei poliambulatori, che non necessariamente devono trovare posto all’interno degli edifici ospedalieri». Il nuovo sistema non potrà prescindere da una migliore integrazione tra ospedale e territorio: «I primi due livelli di diagnosi e di terapia vanno territorializzati, l’ospedale deve trattare solo i casi complessi, salvo eccezioni. Oggi, invece, tutto è delegato all’ospedale. Per raggiungere questo obiettivo il nostro piano prevede poliambulatori specialistici affiancati dai medici di Medicina generali. Potremmo paragonarli a dei satelliti, sui quali l’ospedale mantiene una supervisione». Tra i camici bianchi, tuttavia, non mancano i malumori di fronte a questa prospettiva: «Ci sono e ci saranno delle resistenze – afferma Bresciani – I medici dovranno essere adeguatamente formati e comunque il cambiamento avverrà in modo graduale». In tema di risorse, l’assessore ricorda l’importanza di lavorare «sull’appropriatezza dei ricoveri, per evitare spese inutili». E aggiunge: «I costi impropri si abbattono anche con una logica di rete, con un concerto tra i vari ospedali attivi in provincia».
Quanto al nuovo ospedale di Como, il numero uno della sanità lombarda si dice ottimista: «La partita ormai è chiusa, abbiamo rintracciato le risorse necessarie (la Regione un mese fa ha annunciato uno stanziamento di 33 milioni per concludere i lavori, ndr) e il cantiere procede spedito. Continuiamo comunque a mantenere alta l’attenzione su tutte le procedure, comprese quelle per la nascita della cittadella sanitaria in via Napoleona. È stato faticoso accordare l’orchestra, ma alla fine ci siamo riusciti e le polemiche sono alle spalle». La fase più critica, rimarca Bresciani, sarà quella del trasloco dal vecchio al nuovo ospedale: «Bisognerà procedere per gradi, verificando di volta in volta che ogni singola parte, una volta spostata, funzioni perfettamente».

a.cavalcanti

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