Lunedì 18 Maggio 2009

Stop alla tangenziale
Formigoni: va ridisegnata

«O si svuota il lago di Montorfano o si rivede completamente il progetto per il secondo lotto della tangenziale di Como»: non lasciano dubbi le parole del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sul destino dell’arteria di collegamento tra la A9 e la Briantea all’altezza di Albese. Il governatore lombardo, appena rientrato dalla missione in Canada, gela di fatto le speranze dei comaschi di recuperare quei 750 milioni di euro necessari per realizzare il tratto che va dallo svincolo di Albate ad Albese.
Partiamo dal primo lotto, lungo 2,3 chilometri e che collega lo svincolo di Grandate dell’autostrada con la rotatoria dell’Acquanegra: «È tutto a posto - precisa Formigoni - interamente finanziato (con 220 milioni di euro, ndr) e già inserito nel progetto definitivo della Pedemontana. I lavori partiranno entro marzo del 2010 e sarà fatto».
Le grane, infatti, riguardano il secondo con i costi raddoppiati tra il progetto preliminare e quello definitivo. «Si è evidenziato - dice a questo proposito l’inquilino del Pirellone - un problema tecnico ed economico enorme perché il secondo lotto, nel progetto originario, prevedeva una lunga galleria di 6 km sotto il lago di Montorfano. Nel progetto definitivo si è visto che il costo di questo progetto è enorme. Le possibilità sono due: o si svuota il lago di Montorfano, cosa che evidentemente è meglio non fare, o si va a un costo di quasi 150 milioni di euro a chilometro, cioé 300 miliardi di vecchie lire e questo è improponibile perché non è così che si buttano via i soldi della gente». Le gallerie, quindi, andranno necessariamente ridimensionate e a questo punto anche il percorso cambierà. «Stiamo lavorando ad un progetto alternativo - aggiunge Formigoni - e si sono già sentiti l’assessore Cattaneo e il presidente della Provincia Carioni. Siccome una buona quantità di soldi ci sono noi possiamo comunque garantire che faremo la Varese-Como-Lecco su cui è stato raggiunto l’accordo nei giorni scorsi e, probabilmente, integreremo lì dentro il secondo lotto della tangenziale. Si farà la tangenziale e si farà la Varese-Como- Lecco, ma il percorso deve essere ridefinito. I tecnici stanno già studiando alcune ipotesi alternative congrue».
Le modifiche saranno radicali, il percorso sarà completamente cambiato? «Sì, è molto probabile - conferma - con quel costo in tempi di difficoltà. Però la tangenziale si farà». Formigoni esclude che ci si fermi soltanto al primo lotto che, a quel punto, vanificherebbe gli effetti della maxi opera: «Sarà completata, Como avrà la sua tangenziale così come sta avendo il suo ospedale».
Da ultimo il nodo espropri, su cui il Pirellone garantisce il rispetto delle norme e l’entità dei rimborsi. «È come dire - chiude Formigoni - che se vogliamo andare in macchina dobbiamo mettere la benzina.  Garantiamo espropri a termine di legge, un rimborso equo: nessuno deve temere. Certo le strade da qualche parte bisogna metterle. A ciascuno piacerebbe avere il proprio appezzamento di terreno,  però se la tangenziale passa di lì, va fatta. Ognuno sarà remunerato e portato da altre parti».

a.cavalcanti

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