Martedì 26 Maggio 2009

Rivolta all'Insubria:
tasse triplicate

Tasse troppo alte, gli studenti dell’Insubria protestano. Il malumore serpeggia da mesi e ora è sfociato in una prima iniziativa concreta. I rappresentanti degli universitari comaschi vogliono raccogliere le “prove” degli aumenti appena scattati e stanno chiedendo a tutti i colleghi di fornire una copia del bollettino che attesta il pagamento della seconda rata dell’anno scorso e una copia di quello di quest’anno. Chiaro l’obiettivo: confrontare l’entità degli esborsi, per dimostrare come siano cresciuti in misura consistente. «Una volta in possesso della documentazione - scrivono i rappresentanti in una email inviata agli studenti - chiederemo spiegazioni all’ateneo». La mobilitazione prosegue anche su Internet, grazie a Facebook: il gruppo «Tasse più basse all’Insubria» ha raggiunto quota 643 iscritti e il dibattito online si fa sempre più infuocato. Di recente è nato anche un secondo gruppo dal titolo altrettanto esplicito: «Quelli a cui è stata raddoppiata la seconda rata». Gli universitari, comunque, hanno raggiunto un primo risultato, riuscendo a far slittare di un mese il termine per il pagamento della seconda rata 2008/09, che è stato prorogato ufficialmente al 19 giugno prossimo.
Ma non basta. Sotto accusa è finito, infatti, il nuovo meccanismo introdotto quest’anno dall’Insubria per calcolare l’importo che ogni studente è tenuto a versare. «Abbiamo abbandonato la rilevazione del reddito ripartita in 22 fasce diverse, adottando l’indicatore Iseeu - hanno spiegato dall’ateneo - e, per il calcolo della rata, una formula matematica con tre diversi coefficienti di calcolo, in base alla tipologia del corso frequentato». A mandare su tutte le furie gli studenti non è stata tanto l’introduzione dell’Iseeu, indicatore utilizzato anche da altre università ed enti, quanto i coefficienti scelti dall’Insubria. Valori che, stando ai primi bollettini inviati ai rappresentanti, avrebbero causato aumenti fino al 300%, rispetto alla seconda rata dell’anno scorso. C’è chi racconta di dover pagare oltre mille euro in più (passando da 600 a 1.600 euro) e chi addirittura ha visto crescere la rata da 700 a quasi 2.000 euro. Qualcuno si dice pronto a contattare «Striscia la notizia», mentre i rappresentanti degli studenti nel Cda dell’ateneo per ora gettano acqua sul fuoco: «Prima di rilasciare dichiarazioni, vogliamo raccogliere un buon numero di bollettini - dicono - Il malumore è forte, ma siamo sicuri che il rettore accetterà un confronto».
Per il 2009/10, come riporta il verbale del Senato accademico del 18 dicembre scorso, è in programma tra l’altro un ulteriore aumento della contribuzione studentesca (in questo caso della prima rata) «pari a 734mila euro», per consentire l’equilibrio di un bilancio altrimenti in rosso. Ma, visto che le entrate di quest’anno risulteranno nettamente superiori alle attese dello stesso ateneo, con ogni probabilità non ci sarà bisogno del nuovo balzello. Per gli studenti, una magrissima consolazione.

a.cavalcanti

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