Domenica 31 Maggio 2009

Giallo sulle nomine Asf
Le minoranze: illegittime

Il caso delle nuove nomine di Asf Autolinee è diventato un giallo. Troppi i dubbi sulla legittimità dell’atto con il quale i soci dell’azienda di trasporto, cioè Spt Spa e Omnibus Partecipazioni, hanno nominato il nuovo cda. Ovviamente a sollevare questi dubbi non sono esponenti del Pdl, partito cui fanno riferimento due dei nuovi consiglieri espressi, bensì la Lega Nord con il presidente uscente di Asf, Paolo Colombo, e parte dell’opposizione in consiglio comunale. Cosa c’entra il Comune? Semplice, Palazzo Cernezzi è socio proprietario di Spt Spa. Ma procediamo con ordine, analizzando tutte le perplessità relative alle nuove nomine. Perplessità che, tra l’altro, sono state messe nero su bianco anche nel verbale dell’assemblea dei soci di Asf dell’altro ieri.
Il dubbio principale riguarda la legittimità di un atto di nomina fatto da un cda, quello di Spt Spa, che è da considerarsi decaduto. Infatti, all’inizio della scorsa settimana, quattro consiglieri su cinque si erano dimessi per la vicenda relativa alla vendita del ramo turistico di Spt Spa su cui sta indagando la procura e nella quale risulta indagato il presidente della holding Gianandrea Gandola. Il cda in questione dovrebbe quindi in teoria occuparsi solo di ordinaria amministrazione. Colombo ha dunque fatto mettere a verbale il «dubbio che la nomina di consiglieri di una controllata sia atto da configurarsi come straordinaria amministrazione». Nel nuovo cda, lo ricordiamo, non è presente alcun esponente leghista.
Molto critico Luca Gaffuri, capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi: «Di sicuro si pone un problema di opportunità nelle nomine fatte da un cda che è stato azzerato, tra l’altro nominando presidente un tecnico - Antonio Viola, dirigente comunale del settore Strade, ndr - con un incarico pro tempore solo per dare modo alla Lega Nord di esprimere un altro nome che non sia Colombo. Quanto alla legittimità dell’atto in sé abbiamo intenzione di fare le opportune verifiche dal punto di vista legale». Donato Supino, consigliere comunale del Prc, sottolinea un altro dubbio relativo proprio alla figura di Antonio Viola nominato presidente: «Credo che vada verificata la compatibilità di Viola nell’incarico di presidente della holding. Anche se non del settore a cui compete l’appalto con l’azienda di trasporto, Viola è pur sempre un dirigente del Comune che sottoscrive il contratto con Asf. Bisogna verificare che non esistano incompatibilità». Intanto, al di là dei dubbi dal punto di vista tecnico, la vicenda delle nomine si è già trasformata in una questione politica. I liberal del Pdl in consiglio comunale, che fanno riferimento a Gianluca Rinaldin, si sono dissociati dai nomi espressi e hanno contestato apertamente il coordinatore provinciale Alessio Butti, al quale attribuiscono la colpa di avere preso decisioni insieme al sindaco senza interpellare nessuno.

a.cavalcanti

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