Venerdì 19 Giugno 2009

Pochi spazi per i cani
400 firme in Comune

Circa quattrocento comaschi hanno fatto protocollare in Comune una petizione in cui si chiede che l’amministrazione individui aree in cui i cani «possano correre e giocare liberamente e non costretti da un guinzaglio di lunghezza non superiore a 1.50 metri», come previsto dall’ordinanza Ministeriale Martini del 2 febbraio 2009, concernente «la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani».
Ifirmatari della petizione - promossa tra gli altri dall’avvocato Mirella Quattrone, qui in veste di appassionata proprietaria di cani - chiedono al sindaco di individuare, prima dell’entrata in vigore dell’ordinanza Martini, «aree idonee e quindi spaziose e sicure per i nostri animali e per l’incolumità pubblica, facilmente raggiungibili anche a piedi dai cittadini residenti nelle varie zone della città». Isottoscrittori della petizione indicano anche alcune soluzioni, che a loro dire saprebbero conciliare le esigenze di tutti, proprietari di cani e non. Per esempio il parco di Villa Olmo, nella sua porzione sul retro della villa, utilizzabile con limiti di orari, «dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 19 in inverno, e dalle 18 alle 23 in estate». Oppure il parco del San Martino, sconfinato polmone verde che sarebbe eufemistico definire sottoutilizzato, come nel caso di alcuni spazi all’interno del parco che, tra via Bellinzona e via per Cernobbio, ospita le vecchie serre del Comune. Infine, la cosiddetta passeggiata del "tram" a Camnago Volta.
«Non abbiamo ricevuto risposte», si lamenta l’avvocato Quattrone quando sono trascorsi ormai due mesi dal deposito della petizione. Per lei, come per tutti i proprietari di cani - buoni o "cattivi", non fa differenza - l’applicazione delle nuove norme rischia di creare più di un grattacapo. La legge, in merito all’utilizzo del guinzaglio, non fa eccezione tra razze più o meno aggressive. Negli spazi aperti esso è obbligatorio per tutti, sia che si passeggi accanto a un docile e ubbidientissimo Setter, sia che si scorrazzi un più irritabile Dogo argentino. Setter e Dogo, come del resto la quasi totalità delle razze, necessitano comunque di spazi entro i quali muoversi liberamente, dove correre, giocare, svolgere nel caso anche addestramento. Ecco perché, tra le tante incombenze in agenda, il Comune dovrà prima o poi metterci mano. L’articolo 1 della legge, al comma 3, recita: «Ai fini della prevenzione dei danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure: utilizzare  sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt  1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi  aperti  al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni; portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al  cane  in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti; affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente; acquisire   un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore; assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive».

a.cavalcanti

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