Mercoledì 05 Agosto 2009

L'amica di Mary:
"Ditemi chi l'ha uccisa"

CIRIMIDO Lei ha asciugato le sue lacrime per gli amori impossibili, ha ascoltato le sue preoccupazioni per l’impresa di famiglia. Le ha invidiato l’abbronzatura e ha giocato con lei nelle piscine di plastica che compravano ogni estate. Vicine di casa per cinque anni. Poi un giorno ha letto che la sua amica Mary Albertani era morta. Morta ammazzata. Uccisa e bruciata. Sono giorni che Sarah Vanotti impazzisce perché non riesce a rimpire il vuoto e non si dà pace perché non si riesce a trovare un colpevole. Le ha scritto una lettera: «Ciao Mary, sono la tua amica Sarah, quella che non riesce a smettere di pensare a te, a quello che ti è successo. Non riesco ancora a crederci, mi sembra un incubo, un brutto incubo. Ma le cose brutte non hanno mai fine e allora leggo il giornale ogni giorno e va sempre peggio. Tu eri il tuo sorriso, la tua forza nei momenti peggiori, la tua voglia di vivere che non ti abbandonava mai. Ricordo quando abbiamo fatto una porticina tra i nostri due giardini per essere più comode. Le piscine di plastica per refrigerarci durante i nostri lunghi week-end in giardino e io che non riuscivo mai nemmeno ad avvicinarmi al tuo "color cioccolato ". Ricordo i pranzi sotto il tuo portico, le passeggiate nel parco le sere d’estate. Oggi vorrei solo sapere cosa ti hanno fatto, chi è stato e soprattutto perché. Soldi? E per quale cifra si può uccidere? E poi mi chiedo: un Tg tegionale, un minuto al TG5, qualcosina su qualche giornale nazionale, niente, solo la Provincia. Mi chiedo se il tuo terribile omicidio è di serie B. A dolore si aggiunge solo tanto schifo»

f.angelini

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