Martedì 11 Agosto 2009

Cabiate, non ce l'ha fatta
l'infermiere ustionato in casa

CABIATE Non è servito sperare. Antonello Crippa, 40 anni, infermiere dell’ospedale di Desio, è morto nella tarda serata di sabato, all’ospedale Borgo Trento di Verona. Da quasi due mesi era ricoverato in rianimazione, dopo il drammatico incendio nella sua abitazione di via Roma, nella notte tra il 13 e il 14 giugno scorso. In piena notte,  si era ritrovato circondato dal fuoco nel suo monolocale: sorpreso e avvolto dalle fiamme, non aveva avuto altra scelta che gettarsi dalla finestra affacciata sul torrente Terrò. A quel punto, le ustioni avevano ricoperto il 50% del suo corpo. E nella caduta – da più di tre metri d’altezza – nel fiume praticamente in secca, aveva anche riportato varie fratture. Ferite troppo gravi, che non gli hanno lasciato scampo. Sabato notte, dopo otto settimane difficili, l’ospedale veneto ha avvisato i familiari che ormai non c’era più nulla da fare.
Antonello Crippa, da quattro anni, viveva da solo nell’appartamento di Cabiate. Gli zii – Piero Crippa e Antonella Mauri, i parenti a lui più vicini – sono addolorati. «Antonello era una persona deliziosa, buona – ricordano gli zii – era concentrato sul suo lavoro. L’unica sua passione era la musica. Per il resto, era un ragazzo che non dava mai problemi. Per lui, fare l’infermiere era davvero una missione. Prima di lavorare in medicina era stato in pronto soccorso. Aveva curato anche i malati terminali. Aveva ancora tanto da dare».

m.butti

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