Il cemento in collina
finisce in procura

Cernobbbio: sradicamento non autorizzato di bosco e sbancamento abusivo: questi i rilievi sulla realizzazione di quattro abitazioni vista lago, duemila metri cubi di cemento nel verde del colle Gentrino sopra Piazza Santo Stefano

Il cemento in collina finisce in procura
CERNOBBIO Sradicamento non autorizzato di bosco e sbancamento abusivo: con queste accuse è finita in Procura la realizzazione di quattro abitazioni vista lago, duemila metri cubi di cemento nel verde del colle Gentrino. Insediamento previsto dal piano di lottizzazione presentato dalla società immobiliare Millennium la cui approvazione risale al 2003 e che nei giorni scorsi è tornato in consiglio per una variante «migliorativa» che ha ottenuto il via libera della maggioranza con l’astensione dei consiglieri Fossati, Bianchi Secchi e il no di Zumbè. La Forestale di Como, dopo il sopralluogo il 6 agosto scorso, ha presentato notizia di reato a carico dei proprietari del terreno e dell’impresa che ha eseguito i lavori «per lo sradicamento non autorizzato di bosco e sbancamento abusivo di terreno soggetto a vincolo idrogeologico». Senza alcuna autorizzazione, almeno secondo la Forestale, sono stati interessato mille metri quadrati di terreno in un’area che risulterebbe assoggetta oltre che da vincolo idrogeologico anche da vincolo paesistico e dove, per il momento, sono stati realizzati solo muraglioni di sostegno. «Dal punto di vista urbanistico si tratta di un intervento che ha seguito un iter regolare, in linea con quanto previsto dal vigente piano regolatore - fa osservare l’assessore all’urbanistica Paola Calafiore - per quanto riguarda la realizzazione delle opere l’ufficio tecnico del Comune ha effettuato dei sopralluoghi sulla base dei quali verranno poi decisi eventuali provvedimenti. Ferma restando da parte nostra la massima collaborazione con tutti gli enti preposti al controllo e alla tutela del territorio». La Forestale, in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria, ha sollecitato il sindaco ad «adottare tutti i provvedimenti utili a garantire l’incolumità pubblica da crolli, cadute sassi o altro, considerando che l’intera zona è soggetta a vincolo idrogeologico e che il disboscamento e lo sbancamento pesano negativamente sulla stabilità dei luoghi e sul regolare assorbimento delle acque meteoriche».

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