Sabato 22 Agosto 2009

Cassano ha voglia
di secessione da Albese

ALBESE Albese con Cassano o senza Cassano? Oppure Cassano con Albese? Sono passati ottantuno anni da quando Albese e Cassano si sono fusi; era il 1928, e ancora qualcuno mastica amaro.
Se ne ricordano soprattutto i padri o i nonni che mai hanno dimenticato di rivendicare orgogliosamente di essere nati al di qua o al di là della linea di demarcazione. Su Facebook ora c’è uno spazio denominato “Cassano libera”, per l’indipendenza di Cassano dal Comune di Albese per mezzo di una secessione pacifica. Si ricorda l’esempio di Cavallasca e Parè, uniti nel comune di Lietocolle negli anni ’20; pochi anni dopo ottennero una nuova «indipendenza», che tuttora perdura. Nel caso a Cassano, in questa divisione virtuale, rimarrebbero alcune ville storiche e la chiesa di San Pietro; ad Albese il “Duomo della Brianza” e la parrocchiale di Santa Margherita.
«Se Cassano si vuole scindere va bene; noi di certo non li fermiamo: dobbiamo decidere al massimo dove mettere la dogana - risponde scherzando Marcello Vernizzi di Albese -. Mi dispiace solo per la chiesetta di San Pietro, non vorrei ce la portassero via. Qui mi sono sposato con mia moglie e mi dispiacerebbe perdere un pezzo di storia del paese». «Certo la storia diversa si sente, un minimo di campanilismo c’è ancora – dice Gianluigi Brunati -. Però per il Palio dei rioni, per esempio, Cassano è diviso in due: in parte è giallo e in parte rosso. Mi sembra un’uscita più che altro goliardica».

f.angelini

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