Martedì 01 Settembre 2009

Contrabbando di 330 prosciutti:
rubati in Ticino e portati in Italia

BIZZARONE Forse neppure ai tempi d’oro del contrabbando era mai avvenuta una storia del genere: 330 prosciutti crudi trafugati in Canton Ticino, nell’estremo lembo meridionale della Svizzera; portati in Italia con tanto di furgone passando da un cancello doganale chiuso sottochiave, e tranciato nottetempo. Una storia che è diventata quasi leggenda nelle zone di confine. Una banda di ladri preleva nella notte 330 prosciutti, li carica su un furgone della ditta derubata, la prestigiosa “Rapelli” di Stabio, una decina di dipendenti nella località di confine con Rodero (ma il gruppo ne conta 400), e non si fa scrupolo di abbattere l’ostacolo: il cancello doganale. Uno «zac» sulla catena lucchettata e si entra in Italia a cavallo dei prosciutti, una montagna di prosciutti crudi, sapore straordinario riservato agli intenditori: il salumificio Rapelli è noto per la qualità dei prodotti, com’è noto del resto il livello d’allarme della polizia cantonale sull’andirivieni illegale di confine.

f.angelini

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