Una dogana dalle uova d’oro
«Qualche milione resti qui»

La fiscalità di confine rende all’Erario dai 550 ai 600 milioni di euro l’anno. La Camera di Commercio: meritiamo un bonus per le infrastrutture

COMO - La dogana, una «gallina dalle uova d’oro»: il gettito derivato dalla fiscalità di confine rende all’Erario dai 550 ai 600 milioni di euro l’anno. Intorno, operano 1.200 imprese di autotrasporto, logistica e spedizioni, 5.700 addetti, 900.000 mezzi commerciali l’anno in movimento e per quanto siano in calo del 12 – 14%, sono pur sempre 375.000 in entrata e 511.000 in uscita. Ma a Como resta solo il guscio: un settore nato spontaneamente e che spontaneamente vive da almeno 30 anni in attesa di progetti specifici, come un autoporto o una piattaforma intermodale; un territorio in cerca di risorse per le infrastrutture. La “fiscalità di vantaggio”, un gettito fiscale che torni a vantaggio del luogo del prelievo, è stato rievocato ieri in occasione di una giornata speciale: il corso di aggiornamento per il personale della Polizia Stradale e del Dipartimento Trasporti del Ministero delle Infrastrutture preposto ai controlli su strada con i Centri di revisione mobili. Il corso si tiene al Centro servizi Dock’s Consorzio Lario Tir e ieri è stata data dimostrazione della dinamica dei controlli e della funzionalità delle apparecchiature. Ma, durante un convegno, al quale erano stati invitati anche Comune di Como ed amministrazione provinciale, in questi giorni intenti ad altri pensieri, il professor Rocco Giordano, docente universitario di economia dei trasporti e logistica, ha ricordato che un recente studio della Camera di Commercio pone l’accento sulla “ricompensa” per un territorio che ospita una dogana internazionale, ad un confine extracomunitario: non può subire solo problematiche. «Questo territorio, unica zona dove esiste un ostacolo alla libera circolazione, la dogana di Ponte Chiasso - è la tesi del professor Giordano - dev’essere messo in grado di trattenere una quota del gettito di confine, che sia il 5% o il 20%. Il bonus per Como, ripartito secondo le difficoltà e il numero degli operatori che ogni giorno utilizzano la fascia di confine, rappresenta una risorsa per finanziare le infrastrutture».

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