Sabato 07 Novembre 2009

La merceria centenaria
dai cinquecento colori

CERNOBBIO C’è bisogno di un ago sottile per un rammendo invisibile, oppure di un ditale per cucire un tessuto difficile da perforare, un dato ferro per maglieria o una «gügia» di un certo spessore per contenere i bordi del polpettone? Gianni e Chicca Tambani (strano a dirsi, prima lui poi lei) dietro il banco della merceria centenaria di via Cinque Giornate a Cernobbio sono in grado di rispondere con un sì a tantissime singolari richieste. Nel negozio, in bell’ordine, c’è veramente di tutto, dal capo d’abbigliamento all’ultima moda a una inesauribile rassegna di pigiami fino alle spolette con gradazioni di oltre 500 colori da utilizzare per cuciti a mano, il mitico filofort, oppure a macchina. È l’ultima merceria rimasta a Cernobbio e nel circondario, riconosciuta «negozio storico» con diploma firmato dall’allora sindaco Giulio Isola e dal compianto assessore Alberto Legrenzi a fronte, cinquant’anni fa, di una ben più marcata presenza nel territorio. C’erano un altro negozio in via Cinque Giornate, due in centro, uno a Piazza Santo Stefano, due a Maslianico, uno a Tavernola.  Le ultime mercerie rimaste, oltre a quella cernobbiese fondata ai primissimi del ‘900 da Ernesto Stefanetti, si trovano a Monte Olimpino e in numero davvero limitato in città. È scomparsa perfino la vendita all’ingrosso tant’è vero che per i rifornimenti Gianni e Chicca tutti i lunedì sono costretti a recarsi a Seregno e a Desio dove sopravvivono i più forniti punti di vendita.

f.angelini

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