Venerdì 27 Marzo 2009

Abbattere il parco e villa Feloy
No al cemento in commissione

La salvezza di Villa Feloy e del suo parco trovano una sponda importante nella Commissione paesaggio di Palazzo Cernezzi. L’organismo presieduto dall’architetto Fulvio Capsoni ha formalizzato ieri un parere negativo sul Piano di recupero presentato dall’ingegner Maximiliano Galli per conto della proprietà, che prevede l’abbattimento completo dell’esistente: la villa a due piani (altezza massima 9 metri) affacciata su via Petrarca, l’edificio-portineria e le essenze arboree che nobilitano l’ampio parco urbano di Como Borghi. Al loro posto dovrebbe sorgere un edificio con un corpo centrale su 4 piani (altezza massima 13 metri) e due corpi laterali su 3 piani. Nel piano interrato, inoltre, verrebbe realizzata un’autorimessa da 50 posti. Notevole la colata di cemento ipotizzata: la volumetria complessiva, infatti, è pari a 7.139 metri cubi. La Commissione, dopo il sopralluogo della scorsa settimana, nel verbale definisce il progetto totalmente invasivo, puntando il dito, in particolare, sull’autorimessa interrata, che interessando la quasi totalità dell’area determinerebbe la demolizione dell’esistente e il taglio delle alberature (cedri, pini, faggi e tigli). In sintesi l’organismo comunale giudica «l’impatto paesistico del progetto negativo» e, quindi, chiede che «venga rivisto in senso migliorativo, apportando le dovute modifiche ed integrazioni volte alla tutela del patrimonio arboreo del parco e alla conservazione del valore documentale e simbolico della villa». Non solo. Ha anche chiesto che ilComune inoltri alla Provincia la valutazione della proposta di abbattimento degli esemplari arborei quasi secolari, così da consentire un’immediata verifica dei requisiti di tutela ai quali sono sottoposte le piante monumentali in base alla legge regionale 83/1983. E ancora: ritenendo che la comunicazione della Direzione regionale ai beni culturali e paesaggistici del 4 dicembre 2008 (un sostanziale via libera al Piano di recupero) si riferisse solo al «corpo di fabbrica», senza tenere in considerazione l’unità villa-parco, ha annunciato l’intenzione di rendere noto il proprio giudizio negativo alla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici  perché metta in atto «opportuni strumenti di tutela». Il parere, obbligatorio ma non vincolante, oltre che all’Ufficio urbanistica delComune, sarà trasmesso al progettista, che valuterà se modificare o meno il Piano di recupero prima che venga istruita definitivamente la pratica per essere trasmessa non solo in Giunta (teoricamente, non implicando varianti urbanistiche, basterebbe l’ok dell’esecutivo, ma in attesa del Piano di governo del territorio la Regione ha previsto un’ulteriore azione di tutela), ma anche in Commissione urbanistica e quindi in Consiglio comunale per il voto e l’adozione definitiva. Sia il presidente della Commissione urbanistica, Mario Lucini (Pd), sia il sindacoStefanoBruni, comunque, hanno già espresso forti perplessità sull’ipotesi di abbattere la villa e il suo parco.

a.cavalcanti

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