Sabato 03 Gennaio 2009

Alcol, nuovo allarme dell'Asl
Sono i più giovani a sbronzarsi

Il gran numero di giovani finiti al pronto soccorso dopo essersi ubriacati nella notte di Capodanno riporta in primo piano il problema dell’abuso di bevande alcoliche. E l’Asl lancia ancora una volta l’allarme: sono sempre di più i ragazzi e le ragazze che spesso alzano troppo il gomito. «Proprio i giovanissimi sono la categoria che ci preoccupa di più - spiega la responsabile del settore Dipendenze, Raffaela Olandese - Non accedono ai nostri servizi perché non hanno ancora sviluppato una vera e propria dipendenza, ma l’abitudine di “abbuffarsi”di alcolici con l’intento dichiarato di ubriacarsi è sempre più diffusa».
L’ultima indagine effettuata nelle scuole ha rivelato che quasi 4 studenti su 10, tra i 15 e i 19 anni, sono soliti consumare più volte al mese cinque o più bevande alcoliche nell’arco di due ore. «Sono in forte aumento - dice Olandese - le ragazzine che bevono superalcolici, inoltre in generale l’età media continua a scendere. Non abbiamo ancora elaborato i dati 2008, ma il problema degli alcolici si è senza dubbio acuito ulteriormente». Il 43,5% degli interpellati dall’Asl ha assunto per la prima volta alcolici tra 13 e 14 anni, il 18,8% tra 11 e 12 anni, il 10,9% addirittura prima dei 10 anni. E dilaga la moda di bere fuori dai pasti: «Il consumo - spiega l’esperta - si è spostato da un modello “mediterraneo” (in casa e in occasione di festività) a un modello “nordico” (assunzione in locali pubblici, con amici), maggiormente correlato a incidenti stradali o risse. Il 50% dei sinistri che coinvolgono giovani ha come causa l’abuso di alcol». E se tra le persone in cura all’Asl la bevanda più usata è il vino (63%), nelle fasce più giovani prevalgono i cocktail con superalcolici. Quanto ai motivi di questa “epidemia”: «Se tanti ragazzi non trovano niente di meglio da fare che stordirsi con l’alcol, evidentemente nella società odierna c’è qualcosa che non va. Oltre a lavorare sulla prevenzione, spiegando i rischi connessi all’alcol, gli adulti devono sforzarsi di dare stimoli “sani” ai giovani, offrendo alternative vere allo sballo. I ragazzi hanno una forte carica, il nostro compito dev’essere quello di convogliarla nella direzione giusta. Poi c’è chi ha problemi familiari e si rifugia nell’alcol ma questo è un problema diverso».

© riproduzione riservata