Domenica 25 Gennaio 2009

Allarme pesticidi: quanto veleno nelle nostre acque

È ancora alta, in provincia di Como, la quota di acque superficiali - torrenti, fiumi e rogge - in cui si rinvengono tracce di pesticidi, mentre le falde acquifere sotterranee mostrano, per fortuna, uno stato di salute migliore. È quanto emerge da uno studio effettuato dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che dal 2003 coordina il piano nazionale di monitoraggio dei cosiddetti prodotti fitosanitari, cioè dei pesticidi e secondo il quale, a livello nazionale, il 57.3% dei corsi d’acqua di superficie è risultato contaminato con concentrazioni di fitofarmaci nel 36.6% dei casi superiori ai limiti di legge. Più confortanti gli esiti del monitoraggio delle acque sotterranee, contaminate nel 31.5%, e solo nel 10.3% dei casi con livelli superiori ai limiti di potabilità.
Sono sei i punti di rilevamento delle acque superficiali installati in provincia di Como, su un totale di 1123 stazioni sparse su tutto il territorio nazionale. Cinque di essi presentano livelli di contaminazione da bollino rosso, cioè oltre i limiti: si tratta delle stazioni di monitoraggio del Mera, a Sorico, di quelle delle rogge Molinara e Cresmiero, a Crema e del torrente Albano a Dongo per quanto riguarda il bacino dell’Adda, e della stazione del Seveso a Cantù per il bacino del Lambro. L’unico corso d’acqua entro i limiti è risultato il Breggia, tra Como, Maslianico e Cernobbio.
Decisamente migliore la situazione delle falde sotterranee: 2.280 i punti di rilevamento in Italia, 22 nel Comasco, situati soprattutto nella Bassa. Nove sono i "non pervenuti", nei quali non è stato possibile accertare l’eventuale tasso di inquinamento da pesticidi, quattro quelli con concentrazioni superiori ai limiti, nove quelli con concentrazioni entro i limiti. Hanno "sforato", sia pure con concentrazioni non superiori ai limiti di potabilità, le stazioni di Lomazzo, di Puginate (a Bregnano), di Rovellasca (via Dante) e di Mozzate (pozzo di via Libertà). A livello nazionale, la frequenza dei superamenti delle soglie di inquinamento è, per le acque sotterranee, del 31.5%. La Regione Lombardia, nel suo complesso, non sta bene: in totale, nelle acque superficiali, ci sono residui nel 82.8% dei punti, mentre nelle falde sotterranee residui di pesticidi compaiono nel 63.3% dei rilevamenti.

a.cavalcanti

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