Arriva la card ai pensionati
Bonus di 400 euro l'anno
Trenmonti ha illustrato la monvra, in particolare la misura che intriduce la card per i pensionati al minimo e per le famiglie a basso reddito. Servierà per avere sconti sulle bollette dela luce e per poter pagare la spesa quotidiana.
Arriva la "social card" per dare un po' di sollievo economico a chi non arriva alla fine del mese ed è in arrivo anche un buono prepagato per chi fa lavori occasionali tipo baby sitter o giardinieri.
Il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, spiegano intanto (nell'introduzione al Dpef che firmano insieme) che ci sono rischi per il bilancio che arrivano in particolare dalla spesa pubblica e dalle entrate fiscali.
Nonostante questo invitano all'ottimismo, a trasformare la «sfiducia in fiducia» superando gli egoismi di parte e lavorando tutti insieme anche perchè «da soli - scrivono nell'introduzione del Dpef che domani sarà depositato in Parlamento - il rischio è di tornare indietro». Tremonti ribadisce poi che il primo impegno è spingere sulla crescita e che se il «meccanismo» messo in atto con la manovra funzionerà e ci sarà un incremento della ricchezza prodotta «ci sarà una politica di equa divisione». Oltretutto - puntualizza - «Se l'economia va bene, va bene anche il bilancio».
Come funzionerà la 'social card' lo spiega oggi il Tesoro in una scheda consegnata durante la conferenza stampa congiunta della maggior parte dei ministri che hanno concorso alla manovra: per i pensionati la carta, che sarà come un vero e proprio bancomat, sarà consegnata alla Posta quando si ritirerà l'assegno della pensione e avrà un valore di 400 euro l'anno. Si potrà usare per ottenere sconti sui prodotti alimentari (il 10% sulla spesa) e sulla bolletta della luce per la quale lo sconto sarà del 20% sulla tariffa elettrica sociale assegnata d'ufficio, con uno 'tagliò che varierà tra i 50 e i 100 euro l'anno a seconda dei consumi. Il 'contò per il Tesoro sarà di 500 milioni l'anno ma potrà essere coperto, ad esempio, con una parte dei proventi che arriveranno dalla 'Robin tax'. Su questa il ministro precisa che inizialmente si era deciso un aumento di aliquota del 10% ma poi in Cdm «La logica è stata quella di agire sulla base imponibile per banche e assicurazioni e di portare dal 27% al 33% l'imposta per le imprese petrolifere; ci sono anche interventi sulle stime dei magazzini e un piccolo intervento sui diritti dell'estrazione mineraria». Ma le banche protestano ed oggi per bocca dell'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, spiegano che gli istituti «non dovrebbero venir sempre considerati un pò come la vacca da mungere, perchè poi il giorno che non c'è più latte il problema può diventare anche un pò più consistente». E taglia corto l'ex ministro Pierluigi Bersani che liquida con una battuta: «Robin Hood si rivolterà nella foresta».
Il bonus baby sitter messo a punto dal Welfare sarà invece un 'voucher' che consentirà di pagare appunto per mansioni di giardinaggio, baby sitting, lavori stagionali degli under 25 e chi fa la vendemmia.
Sul fronte dei conti invece torna a parlare oggi il ministro Tremonti confermando che la manovra varata ieri avrà effetto anche sul deficit 2008 che viaggia ormai al 2,5%. L'intervento servirà a riportare il deficit al 2,4% programmato. «Stimiamo - spiega - che il deficit tendenziale, che la Ragioneria e non solo valuta al 2,5%, abbia a scendere quanto più possibile».
Poi lancia una stoccata al governo precedente: «questo la dice lunga su tesoretti e stabilizzazione dei conti». Il ministro torna poi a parlare del consiglio-lampo che ieri ha varato la manovra in appena 9 minuti e mezzo spiegando che alla base di questo record è dipeso dal fatto che durante il Consiglio dei ministri «ci siamo imposti il metodo dei padri costituenti di Filadelfia. Nessuno aveva un pezzo di carta e una penna, perchè nessuno si fissasse o appropriasse di un'idea. La logica è stata uno per tutti, tutti per uno». Infine, tra i dettagli della manovra emersi oggi, quello sui paradisi fiscali: Tremonti spiega infatti a più riprese che si inverte l'onere della prova per gli italiani che ci risiedono. Cioè: per l'amministrazione sarà considerato italiano, e quindi dovrà pagare le tasse al fisco italiano, qualunque connazionale che risieda in un paradiso fiscale. Starà a lui dimostrare di essere effettivamente residente in un paradiso.
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