Brenna, bussa la Finanza
«Lei è morta dal 1983» Invece no

Pure la doppia visita a domicilio dei finanzieri

Ma l’anziana aveva tutto il diritto d’incassare la pensione

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Brenna

Ha scoperto di essere morta due anni fa. Ma, alla faccia della burocrazia che si è inventata un decesso, mai avvenuto, nel lontano 1983, la signora, novantenne, ancora oggi è ben viva. E piuttosto in forma. Tanto da non aver avuto mai nemmeno necessità di essere ricoverata in qualche struttura ospedaliera: per lo status involontariamente raggiunto di deceduta, sarebbe stata difficile anche una banale registrazione in pronto soccorso. Ad accorgersi dell’anomalia, la Guardia di Finanza. Intervenuta, immaginano i familiari, per verificare se la pensione fosse stata elargita, per tre decenni, senza diritto. A una morta, in realtà, vivissima. E il medico di base. Ha tentato una battuta, quando ha visto che la signora seduta di fronte a lui, pure per il suo computer, risultava già in tutt’altro gruppo di nomi e cognomi.

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