Giovedì 11 Dicembre 2008

Cade la frontiera, nessuno brinda

Ultimo giorno, oggi (giovedì 11), di confine-barriera. Da domani, è libera circolazione delle persone; tra Italia e Svizzera saranno aboliti i controlli sistematici dei cittadini: entra in vigore il trattato di Schengen, al quale Berna ha aderito, dopo l’applicazione dei trattati bilaterali sulla libera circolazione dei lavoratori.
Ma il 12 dicembre 2008 non vuol passare come data cruciale, tant’è che non è prevista nessuna festa dalle nostre parti, come quando hanno abbattuto le frontiere tra Italia e Slovenia, il 20 dicembre dell’anno scorso e tra Gorizia e Nova Gorica è stata organizzata una grande manifestazione, presente l’allora ministro dell’Interno, Giuliano Amato. La Svizzera resta euroscettica; l’Italia ha altri pensieri; entrambe s’interrogano sulla sicurezza che le “porte aperte” potrebbero compromettere.
Ad ogni modo, alle ore 0,01 di stanotte, sarà aperta alla libera circolazione  delle persone l’ultima frontiera terrestre dell’Europa Unita, quella tra l’Italia e la Svizzera,  l’unica barriera - a parte i caselli autostradali - lungo la linea diretta tra Amburgo e Reggio Calabria. Una timida apertura, più formale che sostanziale, in pratica una s-chiusura, poiché la dogana rimane per il controllo delle merci, a conferma che in questa striscia tra Como e Chiasso  l’anomalìa persiste, in un intreccio di comunicazioni, affari, lavoro, turismo, interessi e rischi, un po’ Comunità, un po’ extracomunità europea. Evento in preparazione tecnico-giuridica dal 2004, non prevede neanche una cerimonia simbolica, una stretta di mano, un brindisi, un nastro o una bandiera. A domanda, in frontiera rispondono: «Cerimonia? No, che noi sappiamo. Magari all’ultimo momento...».

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