Giovedì 08 Gennaio 2009

Cambia l’accusa contro Gatto
Per il pm è falso in atto pubblico

La Procura della Repubblica ha depositato l’esito del supplemento di indagine svolta nei confronti dell’assessore Paolo Gatto, che a dicembre era finito davanti al giudice preliminare con l’accusa di truffa aggravata in relazione al caso delle multe impugnate davanti al prefetto. Il pm ha formulato un nuovo capo di imputazione, nel quale si prospetta l’eventualità che l’assessore al Commercio si sia macchiato del reato di falso materiale in atto pubblico. La storia di Gatto, lo ricordiamo, riguarda tre contravvenzioni inflitte ad altrettanti automobilisti entrati in centro senza disporre del permesso di transito e finiti, per questo, nel mirino del cosiddetto vigile elettronico. A destare i primi sospetti fu la circostanza che sui ricorsi presentati contro quelle multe compariva sempre lo stesso nome, quello di un disabile che, come tutti i portatori di handicap, era autorizzato a entrare e uscire dalla zona a traffico limitato a bordo di qualunque veicolo. Impugnare una multa davanti al prefetto allegandovi una certificazione in cui il disabile dichiarava di avere usufruito, in quella data e a quell’ora, di un passaggio, significava avere buone speranze di vedersela annullare. Peccato che non risultava che egli si fosse mai trovato a bordo di quei mezzi. Per il giudice preliminare, che a dicembre aveva respinto una prima richiesta di rinvio a giudizio, non poteva però trattarsi di un reato di truffa bensì, al limite, di un falso in atto pubblico, consistito nell’avere indotto in errore il prefetto, cioè un pubblico ufficiale. Gatto tornerà a giorni davanti al gup.

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