Sabato 28 Marzo 2009

Città Murata, oratorio multietnico
Le messe sono anche in spagnolo

«Che meraviglia», esclamarono all’unisono i due professionisti, lui e lei, che passeggiavano in città murata. La meraviglia erano un prete davanti con un codazzo di bambini di età, peso e colori assortiti, più Gigi Meroni, bicicletta a mano, a chiudere la mini sfilata. Non erano turisti intruppati, né classi in gita premio. In città murata, erano bambini della città murata che invecchia e si svuota di giovani coppie, nuove famiglie e se questo non è solo centro commerciale e passanti, ma è ancora luogo d’accoglienza, di giochi, di voci di primavera, è perché è rimasto l’oratorio. Su un fianco della basilica di san Fedele, ci sono ancora i segni delle pallonate che i vip della Como d’oggi tiravano quando avevano i pantaloni corti e qualcuno crede che li lascino apposta, reperto di un tempo che fu. Invece no. Ci sono ancora 140 bambini e ragazzi, dalla prima elementare alla terza media, più una quindicina di studenti delle scuole superiori, che frequentano l’oratorio della città murata, fondato su tre polarità, San Fedele, Sant’Eusebio e il mitico Teatro “La Lucernetta”.
I più grandi, con volontari e volontarie adulti, danno una mano a monsignor Carlo Calori, il prevosto della comunità nella quale sono state riunificate le parrocchie di San Fedele, San Donnino, Sant’Eusebio e del Duomo. Ma soprattutto affiancano il responsabile della pastorale dei bambini e dei giovani, Don Enzo Ravelli, giovanissimo vicario. Nel mese di settembre scorso, è stato inaugurato il parziale rinnovamento dell’oratorio di Sant’Eusebio, sede della Società Sportiva oratoriana e del gruppo Scout e l’opera, comprensiva di campo sportivo, aule e spogliatoi, è costata 170.000 euro, contributo comunale di 8.000 euro, sarà completata con giochi, sedie e tavoli ed altre attrezzature.  Su Sant’Eusebio, è in corso un altro progetto: farne il punto di riferimento di extracomunitari cattolici, come filippini ed equadoregni che già si ritrovano per la messa in spagnolo, mandano i figli all’oratorio e si sta avvicinando anche un gruppetto di ucraini.
Un vescovo dell’Ucraina, domani, domenica 29 marzo, sarà tra loro, celebrerà Messa alle 11,30. Sono 3.900 gli abitanti nella città murata, gli extracomunitari sono il 20%. E le attività dell’oratorio sono tante: c’è il catechismo e c’è il Grest estivo, gite, giochi, ma anche compiti e studio, proposte spartane, ma è questo il bello. Anzi, il buono. E talvolta, le attività non sono neppure organizzate: tra il biliardo, il calcetto, il campetto, i ragazzi sono capaci di organizzarsi da soli, è l’effetto compagnia.
Maria Castelli
(1a puntata – continua)

a.cavalcanti

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