Venerdì 10 Aprile 2009

Frontalieri, da Roma 379 milioni
per chi è rimasto senza lavoro

Disponibili 378milioni e 703 mila euro per i frontalieri. A tanto ammonta quanto resta in cassa per lavoratori comaschi oltrefrontiera, soldi a disposizione a fine 2008 per «coprire» le riduzioni di orario o i licenziamenti. Questo gruzzolo importante sarà accessibile fino ad esaurimento, poi c’è un impegno di senatori e deputati, sia della maggioranza che dell’opposizione, per aprire un tavolo che trovi altre forme di ammortizzatori sociali «di frontiera» per gli anni successivi all’esaurimento dei fondi. Ad oggi sono circa mille i lavoratori a cui è stato ridotto l’orario, e un centinaio i disoccupati. L’impegno è stato preso durante un incontro a Roma, e dove sono state affrontate le tematiche riguardanti le lavoratrici ed i lavoratori frontalieri sul versamento dell’indennità di disoccupazione in favore dei frontalieri italiani in Svizzera. «Dal primo giugno 2009 per via di una norma europea la trattenuta dell’uno per cento ai lavoratori frontalieri, ai dipendenti e alle aziende Svizzere per la tutela di questi lavoratori non sarà più applicabile - spiega Claudio Pozzetti di Cgil Como -. Per garantire queste persone ci siamo quindi rivolti a deputati e senatori, l’incontro avuto, molto soddisfacente, ha fissato dei paletti importanti». Per prima cosa i soldi dedicati nelle casse Inps non verranno toccati: «C’è l’assicurazione che questi 378 milioni e 703 mila euro, accumulati negli anni con queste trattenute, resteranno esclusivamente a disposizione dei frontalieri che si troveranno ad averne bisogno, ad oggi sono più di mille persone. I disoccupati ora percepiscono il 50% dell’ultimo stipendio, prelevato da questo fondo. I parlamentari hanno inoltre deciso di costituire un tavolo politico permanente di confronto sui problemi di tutti i lavoratori frontalieri italiani, non solo di quelli che superano il confine Italo - Svizzero». L’intento è lavorare per trovare un’altra formula di aiuto per queste persone, con i tempi rilassati avendo un buon gruzzolo in cassa: «L’indicazione è cercare un modo per assicurarne la tutela, da parte dei parlamentari c’è sta la piena disponibilità. Il Csir (Consiglio sindacale interregionale) ha proposto ai parlamentari, che si sono impegnati ad attivarsi in tal senso, anche di innalzare il periodo di indennizzo a 18 mesi per i disoccupati con oltre 50 anni di età e a 24 mesi per quelli con più di 55 anni, rispetto ai 12 mesi previsti attualmente. Un incontro quindi assolutamente positivo», conclude Claudio Pozzetti di Cgil Como.
Giovanni Cristiani

s.casiraghi

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