Lunedì 19 Gennaio 2009

Il ministro cambia la norma in corsa
Tutti illegittimi quei 5 in condotta

Se il ministro sconfessa i 5 in condotta che la Magistri Cumacini, per ora unica tra le scuole superiori di Como, ha comminato a una decina di studenti. Dopo che è stata la stessa Gelmini a promuovere e sostenere la "linea dura" come antidoto al bullismo e ai comportamenti degeneri per cui le scuole, negli ultimi due anni, sono balzate ripetute volte agli onori, si fa per dire, delle cronache...
Già, perché il decreto ministeriale n. 5 del 16 gennaio, arrivato alle scuole il giorno successivo, «individua i criteri di valutazione del comportamento degli studenti inferiore alla sufficienza, vale a dire inferiore a 6/10», precisando il nuovo sistema di «valutazione del comportamento» degli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado (le "vecchie" medie e superiori) che era stato introdotto dal decreto legge 137 del 1° settembre scorso, poi convertito in legge il 30 ottobre. E all’articolo 4 comma 1, il decreto fresco di approvazione, dice che «la valutazione insufficiente del comportamento, soprattutto in sede di scrutinio finale, deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti [...] nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni». Fattispecie in cui nessun allievo della Magistri è mai incorso. E, quindi, quei dieci 5, alla luce della nuova normativa, appaiono illegittimi. «Siamo molto dispiaciuti - commenta il vicepreside Saverio Fresca -, ma come scuola, avendo svolto gli scrutini dal 9 al 17 gennaio, ci siamo attenuti alle disposizioni anteriori al decreto del 16. Noi per primi siamo rimasti spiazzati».

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