Domenica 19 Aprile 2009

La navetta fantasma per Bellinzona

La navetta Albate - Bellinzona? Un disastro. A stroncare il collegamento ferroviario, inaugurato pochi mesi fa e già al centro di polemiche nel recente passato, è un pendolare comasco, che denuncia una lunga serie di disservizi. «Dovendo andare per lavoro a Lugano, ho pensato di utilizzare la “mitica” navetta della società Tilo (partecipata da Trenitalia e dalle Ferrovie federali svizzere, ndr). Peccato -  racconta Francesco Bari - che secondo la biglietteria di Milano quel treno non esista». Nemmeno il tentativo di ottenere un biglietto utilizzando il sito Internet delle Ferrovie dello Stato è andato a buon fine: «Secondo il sito il collegamento esiste, ma il prezzo del biglietto non è riportato e non ci sono dettagli di nessun tipo. Ma soprattutto - spiega il pendolare comasco - non si può acquistare il biglietto via computer». Francesco Bari non si è perso d’animo e ha provato allora a rivolgersi alla biglietteria della stazione di Como San Giovanni: «In questo caso mi hanno detto che il prezzo è identico a quello del Cisalpino. Ma mi sembra veramente assurdo - sottolinea - che un treno locale possa costare quanto un Eurostarcity con prenotazione obbligatoria, vale a dire 6,70 euro per un viaggio di sola andata, in seconda classe». Il pendolare si dice «stupito» per la «disorganizzazione delle Ferrovie». E aggiunge: «Ho il sospetto di essere stato “fregato”». Anche il comitato pendolari «Milano-Como-Chiasso» torna ad alzare la voce, ma se la prende con l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo. I membri del comitato invitano Cattaneo a un nuovo viaggio su un convoglio di Trenitalia, dopo quello effettuato a fine febbraio. La richiesta è chiara: «Salire sul treno in partenza da Como San Giovanni alle 7,23 e non su quello delle 7,42 come nella precedente occasione». Nella lettera inviata all’assessore, i pendolari spiegano: «È un treno che ferma in tutte le stazioni del percorso e, a differenza di quello che le è stato suggerito di prendere, ha qualche problema in più. Non solo la gente non riesce a sedersi, ma addirittura non riesce a salire. Stiamo parlando di un treno di 8 vetture che, tra Seregno e Monza, arriva ad accogliere tra 1.300 e 1.400 persone, mentre solo in 400 sono a bordo del treno immediatamente successivo, sulla medesima tratta». Secondo il comitato, proprio dopo il viaggio di Cattaneo la puntualità del treno delle 7,23 sarebbe stata costantemente «sacrificata sull’altare della puntualità del treno utilizzato dall’assessore». In che modo? «Facendo arrivare a Monza il treno delle 7,23 su un binario che lo obbliga a percorrere uno scambio alla proverbiale velocità di 30 chilometri orari. Arrivando in ritardo a Monza, ovviamente ci sono più persone che cercano di salire in direzione Milano e questo comporta un’ulteriore attesa prima della partenza e un ulteriore ritardo per chi è diretto a Milano».

a.cavalcanti

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