Venerdì 23 Gennaio 2009

La Regione indaga su chi riempie il lago

Lago riempito o svuotato secondo l’interesse dei gestori degli invasi alpini che producono energia idroelettrica : l’annosa polemica è rinfocolata in questi giorni, poiché la Regione Lombardia ha annunciato un’indagine sul calo dell’offerta di elettricità generata dall’acqua in cascata dalla Valtellina al Lario. Il sospetto regionale: una parte dell’energia idroelettrica viene venduta all’estero, sottraendo al nostro territorio non solo una risorsa pulita, ma anche gettito fiscale. Un sospetto che a Como e nei paesi rivieraschi non è nuovo. Da sempre, infatti, i livelli lacustri sono venati di “giallo” scettico, troppo alti o troppo bassi, come se qualcuno aggiungesse volume quando non c’è bisogno, poiché l’apporto del cielo è già fin troppo generoso e lo togliesse quando la penuria idrica è acuta. Da tre anni, il lago di Como è stato dichiarato “bacino idropotabile” prioritario, cioè  è stato investito del ruolo di grande acquedotto lombardo, riserva per i tempi di magra, ma è sempre ai bordi del marciapiede, anche quando non c’è ragione, come in piena stagione invernale. Ad inizio secolo, in inverno, per esempio, si inchiodava sottozero e adesso è quasi mezzo metro sopra. La domanda: che siano i produttori sulle dighe alpine a rilasciare acqua quando devono vendere energia e a trattenerla per i loro scopi? È spuntata sulla scorta dell’indagine della Regione ed evoca quella “pioggia virtuale”  della quale aveva parlato Gianni Del Pero, allora presidente del Consorzio dell’Adda, ente regolatore del lago di Como. Era il 2007, nessuno capiva perchè il lago fosse pieno, vista l’avarizia della meteo e il dottor Del Pero, in un convegno, aveva detto: «Una quota significativa delle oscillazioni del livello del lago non è dovuta ad eventi meteorologici, ma solo all’interesse economico di produrre energia idroelettrica in certi periodi». Anche sindaci del lago, del resto, da anni, dicono di verificare i rilasci da monte o, viceversa, quant’acqua è immagazzinata e già negli anni scorsi, la Regione aveva ordinato l’apertura degli invasi, ordinanza impugnata in tribunale e annullata. Di sicuro, Como è la cenerentola in tutto questo quadro: acqua alla gola senza un centesimo di euro di risarcimento, acqua al pelo senza neppure un grazie, a parte i contributi sulla Legge Valtellina per difendersi da sé con le paratie, in caso di piena.
E intanto, A2A, il maggior produttore idroelettrico con gli invasi di Cancano e San Giacomo, vende all’estero?
«L’energia va dov’è richiesta. E’ scambiata sulla Borsa Elettrica. Tutta l’Europa è interconnessa», afferma l’ingegner Fernando Biondiolotti, responsabile degli impianti della Società multiutility presente anche in Acsm Spa.

a.cavalcanti

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