Sabato 10 Gennaio 2009

La scuola resta al gelo: tutti a casa

Alle 10 tutti a casa. Di nuovo?! Qualche studente del «Pessina» ieri ha pensato di essere su «Scherzi a parte».
Come non capirlo: di ritorno a scuola dopo 17 giorni di vacanze natalizie, mercoledì i ragazzi sono stati mandati a casa a metà mattina, quando l’Amministrazione provinciale si è accorta che dal giorno precedente stava nevicando e ha quindi deciso di chiudere gli istituti superiori per 48 ore. Finite anche le vacanze supplementari regalate dalla neve, ieri alla scuola professionale di via Milano si è replicata la stessa scena del 7 gennaio: due ore di lezione e poi il "rompete le righe", stavolta disposto direttamente dal dirigente scolastico Antonio Di Martino. Che cosa è successo? Fuori non nevicava più, ma dentro faceva un freddo polare: 12 gradi, termometro alla mano. Ulteriore beffa il motivo del gelo: non un guasto all’impianto di riscaldamento, non una bolla d’aria nelle tubature, come spesso succedeva una volta alla riaccensione delle caldaie dopo le festività e come è successo nei giorni scorsi in qualche struttura comunale, bensì una dimenticanza della «ditta preposta» che «non aveva effettuato il rifornimento di gasolio». Così, almeno, ha scritto il preside nel provvedimento, inviato in copia alla stampa, con cui ha disposto «la temporanea chiusura della sede centrale dell’Ipsscts "G. Pessina"». Ma nel giro di qualche ora si è arrivati a ipotizzare truffe e/o furti di gasolio, in un crescendo di "sorprese" degne, appunto, di «Scherzi a parte».
A mezzogiorno, con indosso il cappotto a presidiare la scuola semideserta, Di Martino è furente. «Il guasto tecnico sarebbe stato comprensibile - afferma -, ma che non si pensi al rifornimento di una scuola con un serbatoio di 7mila litri è assurdo e gravissimo». «Da quando la Provincia ha dato l’appalto a una ditta esterna - aggiunge -, mentre prima eravamo noi a regolare l’impianto, adesso lo gestiscono loro con il telecontrollo. E francamente non capisco perché vengono subito quando si tratta di ridurre il riscaldamento, mentre non sono altrettanto solerti a implementarlo». La mattina si conclude con un avvertimento del preside: «Se domani i caloriferi non funziono ancora, rimando i ragazzi a casa».

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